Il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, ha espresso il proprio disappunto in merito alla decisione della Federcalcio di non revocare la squalifica inflitta a Pierre Kalulu, difensore della Juventus, espulso per simulazione. Le sue dichiarazioni sono giunte a margine del suo arrivo a Casa Italia, a Milano.

La posizione del ministro

“La rispetto, ma non la comprendo” ha affermato Abodi, commentando la scelta della Figc di non accogliere la richiesta di clemenza avanzata dal club bianconero. Il ministro ha aggiunto: “Nel momento in cui diventa evidente, chiaro che c’è stato un errore, che è stato già pagato dal giocatore perché è stato espulso, mi permetto di dire che forse un po’ di coraggio in più sarebbe stato opportuno”.

Il contesto della decisione federale

La squalifica di Kalulu è stata confermata nonostante la Juventus avesse presentato un’istanza di grazia al presidente della Figc, Gabriele Gravina, a seguito dell’espulsione subita nel corso del derby contro l’Inter. La richiesta è stata respinta, con il conseguente obbligo per il giocatore di saltare la partita contro il Como.

Motivazioni della Figc

La decisione della Figc si fonda sul presupposto che l’espulsione di Kalulu sia derivata da un episodio avvenuto sul campo di gioco. Questo elemento la differenzierebbe da altri casi, come quello di Lukaku, in cui la squalifica era legata a fattori esterni, quali insulti razzisti. In questa circostanza, la federazione ha ritenuto che non sussistessero elementi sufficienti per concedere la grazia, confermando la sanzione originaria.