Il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha manifestato un cauto ottimismo riguardo alle prospettive dell’Italia in vista delle Olimpiadi invernali di Milano‑Cortina 2026. In un’intervista rilasciata il 3 febbraio 2026, ha dichiarato: “Non mettiamo limiti alla mano del Signore”. Aggiungendo un riferimento alle precedenti edizioni: “Qualcuno mi ha detto che la scorsa Olimpiade erano 17, allora ho risposto: dobbiamo fare meglio”.
Buonfiglio ha posto l’accento sull’impegno profuso: “Il lavoro c’è, atleti e atlete sono preparati, gli staff hanno fatto il loro dovere sotto la guida di due presidenti come Flavio Roda e Andrea Gios”.
Tuttavia, ha anche ricordato la natura imprevedibile dei Giochi: “Le Olimpiadi sono Olimpiadi, sappiamo benissimo che non è una gara al ranking; in quel momento devi stare bene e qualcun altro un po’ meno bene”. Ha inoltre evidenziato un fattore critico: “Sono Olimpiadi dove il meteo può fare la differenza”.
Preparazione e contesto
Le dichiarazioni di Buonfiglio giungono a poche settimane dall’avvio dei Giochi invernali in Italia. Il presidente del CONI ha inteso trasmettere un messaggio di fiducia, pur mantenendo un approccio realistico. L’obiettivo primario è superare il risultato di Pechino 2022, dove l’Italia conquistò diciassette medaglie, senza tuttavia alimentare aspettative eccessive.
L’obiettivo delle diciannove medaglie
In una precedente occasione, il 29 ottobre 2025, Buonfiglio aveva fissato un traguardo minimo di diciannove medaglie per Milano‑Cortina, due in più rispetto all’edizione precedente. Durante la conferenza stampa “Road to Milano Cortina 2026 – 100 giorni”, aveva affermato: “Da 17 medaglie bisogna passare a 19, come minimo”.
Erano stati inoltre confermati i premi in denaro per gli atleti medagliati: centottantamila euro per l’oro, novantamila per l’argento e sessantamila per il bronzo. L’annuncio della detassazione di tali premi è stato effettuato dal ministro per lo Sport, Andrea Abodi.