Federico Pellegrino ha concluso la sua carriera agonistica con una medaglia di bronzo nella staffetta maschile a Milano‑Cortina 2026, conquistata sulle nevi della Val di Fiemme. Il fondista valdostano ha così raggiunto il podio in tre edizioni olimpiche consecutive, dopo gli argenti nelle sprint a PyeongChang 2018 e Pechino 2022.

Un testamento sportivo in staffetta

Il bronzo nella staffetta 4×7,5 km rappresenta un risultato di grande valore simbolico. Pellegrino ha scelto di lasciare un’eredità concreta non in una prova individuale, ma in un evento di squadra, dove la coesione e l’unione di intenti sono fondamentali.

L’Italia non saliva sul podio in questa disciplina da vent’anni. La sua ultima frazione è stata decisiva: ha recuperato circa venti secondi alla Finlandia, completando l’opera iniziata da Davide Graz, Elia Barp e Martino Carollo.

Tre medaglie olimpiche consecutive

Il 35enne di Nus ha così ottenuto la terza medaglia olimpica in carriera, salendo sul podio in tre edizioni consecutive: argento nella sprint a PyeongChang 2018, argento nella sprint a Pechino 2022 e, ora, bronzo nella staffetta a Milano‑Cortina 2026. Un risultato che suggella una carriera straordinaria e lo consacra come una figura centrale dello sci di fondo italiano.

Il contesto storico del fondo italiano

In passato, altri fondisti azzurri avevano centrato tre podi olimpici consecutivi, ma in prove individuali: Maurilio De Zolt (Calgary 1988 e Albertville 1992), Marco Albarello (Albertville 1992 e Lillehammer 1994), Silvio Fauner (Lillehammer 1994 e Nagano 1998) e Pietro Piller Cottrer (Torino 2006 e Vancouver 2010). Pellegrino, invece, ha raggiunto il traguardo con due medaglie individuali e una a squadre, confermando la sua versatilità e il suo ruolo di riferimento nel movimento dello sci di fondo.