Negli ultimi anni siamo stati abituati a vedere un Mathieu Van der Poel cecchino infallibile e professionista meticoloso, spinto da una motivazione speciale che va al di là del talento. Nella prima parte della carriera, invece, VDP emergeva soprattutto per le doti naturali e l’istinto, che lo portavano a vincere anche senza una tattica precisa e un lavoro di preparazione strutturato. Secondo suo fratello David Van der Poel, ex professionista di ciclocross e strada, il vero punto di svolta nella carriera di Mathieu è arrivato in un momento molto delicato: durante i Campionati del Mondo di ciclismo 2022 a Wollongong, in Australia.
'Fino a 20 anni vinceva solo con il talento'
Quel periodo di crisi e riflessione ha trasformato radicalmente il modo di correre e di prepararsi di Van der Poel, portandolo a una nuova maturità agonistica. Il 2022 rimane un anno cruciale: la sera prima della corsa in linea dei Mondiali di ciclismo, Mathieu finì infatti in custodia cautelare per un incidente avvenuto nell’hotel dove alloggiava con la squadra. Il corridore fu svegliato e disturbato da alcune bambine che rumoreggiavano nei corridoi, e da lì nacque un diverbio che lo portò a passare la notte in una cella.
Nonostante le difficoltà, prese comunque il via ai Mondiali, ma si ritirò dopo pochi chilometri, visibilmente provato dall’esperienza.
"Non avevo mai visto Mathieu così triste e insicuro", ha raccontato David in un’intervista ad AD. "Si trovava in una situazione davvero difficile, ma proprio allora ha capito che doveva cambiare. Da quel momento in poi ha dato tutto se stesso, allenandosi con ancora maggiore impegno e non lasciandosi più sfuggire le opportunità".
Quell’episodio, seppur drammatico, ha segnato una svolta decisiva. Prima di allora, Van der Poel faceva affidamento quasi esclusivamente sul suo talento innato. "Fino ai 20 anni vinceva grazie al suo talento, anche quando correva in modo tatticamente avventato – ha spiegato David – Era di gran lunga superiore a tutti gli altri e questo gli ha permesso di costruirsi un’immagine di atleta spensierato, quasi un playboy che ignorava gli allenatori e faceva a modo suo".
'Quell'episodio ha acceso una nuova motivazione in lui'
Ma la notte passata in cella, nonostante in seguito sia stato scagionato, ha smascherato questa superficialità apparente. L’effetto immediato è stato lo svanire di un importante obiettivo, ma il cambiamento profondo è arrivato nel tempo. "Quell’episodio ha generato incredulità e senso di ingiustizia, ma ha anche acceso una nuova motivazione dentro di lui", ha detto ancora il fratello.
Oggi Mathieu Van der Poel è un corridore diverso: più maturo, disciplinato e consapevole delle proprie capacità e limiti. Combatte ogni gara con maggiore controllo e determinazione, conscio di avere avversari formidabili come Wout van Aert e Tadej Pogačar, che spingono al massimo ogni sua prestazione.
David Van der Poel sottolinea così come la difficoltà vissuta possa rivelarsi un’opportunità di crescita: "Col senno di poi, andare in cella in Australia è stata la cosa migliore che potesse capitargli". Un’esperienza che ha cementato la sua voglia di vincere e la crescita personale, diventando la chiave del grande successo che vediamo oggi nel ciclismo mondiale.