Mathieu Van der Poel ha recentemente partecipato al podcast WHOOP, condotto dal CEO Will Ahmed. Nell’intervista, Van der Poel ha offerto una panoramica interessante delle tecnologie che utilizza per monitorare la propria condizione fisica, sottolineando come questi strumenti possano migliorare le sue prestazioni e il recupero. Un dato condiviso dal campione di ciclismo e ciclocross è la sua frequenza cardiaca a riposo, che si attesta mediamente a 38 battiti al minuto, con alcune misurazioni che scendono addirittura a 34.
'Nel ciclismo è difficile recuperare in modo corretto'
Uno dei punti di forza del suo motore è la capacità di recuperare in breve tempo da sforzi molto intensi. Un modo per misurare la capacità di recupero è l'HRV, acronimo di variabilità della frequenza cardiaca. E' un dato che misura le variazioni temporali tra battiti cardiaci consecutivi e per VDP si attesa ad oltre 200. "La mia HRV è molto alta. Non è solo genetica; l’allenamento mi rende più forte e migliora il mio recupero", ha affermato il campione olandese.
Van der Poel ha inoltre parlato dell'importanza del recupero, elemento cruciale per un atleta di alto livello. "Nel ciclismo, gli sforzi sono quasi sempre al massimo, il che rende difficile recuperare in modo corretto." La tecnologia non serve solo a migliorare le prestazioni in gara, ma anche a monitorare e ottimizzare il recupero.
"Sto prestando sempre più attenzione al sonno e ad altre abitudini," ha dichiarato. "È divertente farlo con gli amici; quando sei 'in rosso', il tuo obiettivo diventa tornare in 'verde' il più velocemente possibile. I dati di WHOOP mi aiutano a supportare la salute del mio intestino."
Tra le rivelazioni più interessanti dell'intervista, Van der Poel ha affermato che la carne rossa e l'alcol sono dannosi per il suo recupero. "Leggere prima di andare a letto fa bene," ha detto, indicando che questa pratica lo aiuta a addormentarsi più profondamente. Ha aggiunto che assume magnesio prima di dormire, poiché contribuisce a rilassare i muscoli, una conferma che trova nella tecnologia di WHOOP.
'Quasi tutti i ciclisti sono dipendenti dal caffè'
Il ciclista olandese ha anche discusso dell'uso della caffeina. "Quasi tutti i ciclisti sono dipendenti dal caffè. Personalmente, lo utilizzo durante le gare, ma a volte anche nel terzo giorno di un intenso allenamento. Ho scoperto tramite i test del DNA che il mio corpo risponde bene alla caffeina, dandomi energia e prontezza, mentre aumenta anche la mia soglia del dolore," ha spiegato.
Van der Poel ha anche rivelato dettagli sulla sua routine in palestra. A causa di problemi alla schiena avuti in passato, ha dovuto aumentare l’allenamento della parte superiore del corpo. "A volte desidererei avere meno massa muscolare nella parte superiore, ma ho imparato a sfruttare la palestra per diventare un atleta completo.
Sono più forte, ma anche più pesante," ha spiegato.
Infine, ha condiviso la sua routine di allenamento in palestra. "Ci vado due volte a settimana. Se non ci vado, sento il mio corpo indebolirsi. Faccio principalmente squat, stacchi da terra, squat a una gamba, core stability ed esercizi per la parte bassa della schiena. Cerco di fare quattro serie da otto ripetizioni, variando i pesi a seconda di come mi sento o in base agli impegni del giorno successivo."
Grazie all’intervento di Mathieu Van der Poel, il pubblico ha avuto l'opportunità di capire come un atleta di élite gestisca la propria preparazione fisica attraverso dati e abitudini quotidiane, sottolineando l’importanza del recupero e dell’attenzione ai segnali del proprio corpo.
Questo approccio scientifico, combinato con le tradizionali pratiche di allenamento, rappresenta una formula vincente per raggiungere e mantenere elevati standard di prestazione nel ciclismo professionistico.