Alex Vinatzer, protagonista annunciato dello slalom speciale alle Olimpiadi di Milano‑Cortina, ha dovuto fare i conti con una delusione cocente. Nella prima manche, una tormenta di neve ha reso la visibilità estremamente precaria, portando l'atleta a uscire dal percorso prima del traguardo e, di conseguenza, a dire addio a ogni possibilità di medaglia.

Ai microfoni della Rai, Vinatzer ha analizzato la sua prestazione: “Pista e visibilità non credo siano state il problema. Per quanto ci riguarda, ci abbiamo provato. Se la pista è così per metterci alla prova, sapevamo di dover affrontare una tracciatura un po’ anomala, con un certo rischio per stare con i primi.

Non è andata per niente bene. Quest’Olimpiade è molto deludente, mi dispiace enormemente non essere riuscito a performare, a non aver retto la pressione dell’Olimpiade in casa. Mi dispiace per il mio Paese, per il quale volevo assolutamente vincere una medaglia.”

Riflessione e sostegno personale

Vinatzer ha definito l’esperienza “una delusione personale” e ha aggiunto: “Serve un po’ di tempo per riflettere. Forse ho perso questi Giochi, ma fortunatamente ho vinto nella vita: ho una famiglia e una ragazza stupenda che mi supportano e sopportano. Posso fare ciò che amo ogni giorno e cercare di dare il massimo, non potrei chiedere di più. Ovviamente il sogno di un atleta è essere qui alle Olimpiadi.

Non mollo e farò di tutto per essere pronto per le prossime gare.”

Condizioni avverse e contesto di gara

Lo slalom speciale è risultato un banco di prova difficile per molti atleti, a causa del meteo avverso e di un tracciato preparato in condizioni molto diverse da quelle incontrate durante la competizione. Vinatzer ha sottolineato come non si sia trattato solo di un problema tecnico, ma di un contesto che ha reso la performance ancora più complessa.

Pressione e riscontri precedenti

La pressione sulle spalle di Vinatzer era già emersa in occasione della combinata a squadre, disputata pochi giorni prima. Dopo un'eccellente discesa di Giovanni Franzoni, Vinatzer non era riuscito a gestire lo slalom, ammettendo di essere “super nervoso” e di non aver retto la tensione, definendo il risultato “una sberla per svegliarmi”. Franzoni lo aveva rassicurato con un incoraggiamento: “Scia con la testa libera, spingi.”