Lindsey Vonn ha espresso profonda gratitudine all’Italia per le cure ricevute dopo il ricovero e gli interventi chirurgici alla gamba fratturata. L’incidente era occorso durante la discesa libera a Cortina d’Ampezzo.

“Un enorme ringraziamento a tutti in Italia per essersi presi cura di me”, ha dichiarato la campionessa su X. “Non mi alzo in piedi da più di una settimana, sono stata in un letto d’ospedale immobile dopo la gara. Tornare a casa è una sensazione fantastica, anche se non sono ancora in grado di stare in piedi”.

Il video e il messaggio su Instagram

La campionessa, quarantunenne, ha condiviso su Instagram un video riassuntivo della sua degenza a Treviso, realizzato dalla sorella Karin Kindow. “Grazie agli amici, alla famiglia, alla mia squadra e a tutto lo staff medico che mi sta facendo tornare in me”, ha scritto. “Sto lentamente tornando a vivere, ritorno alle basi e alle cose semplici della vita che contano di più: sorridere, ridere, amare. Questo video mi ha fatto subito piangere e mi ha riempito il cuore. Vi amo, gente”, ha concluso.

Dimissioni e rientro negli Stati Uniti

Lindsey Vonn è stata dimessa dall’ospedale Ca’ Foncello di Treviso ed è stata trasportata in ambulanza all’aeroporto Marco Polo di Venezia, da dove è poi partita per gli Stati Uniti.

Durante la degenza, aveva lasciato in dono al reparto di Pediatria i peluche ricevuti, mentre i fiori erano rimasti nella stanza che l’aveva ospitata.

La gravità dell'infortunio

La sciatrice ha subito quattro interventi chirurgici alla gamba sinistra durante la sua permanenza in Italia e dovrà affrontarne altri una volta rientrata negli Stati Uniti. L’incidente è avvenuto durante la discesa libera femminile in vista dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. La Vonn ha riportato una frattura complessa della tibia sinistra.

La campionessa ha lasciato l’ospedale nella mattinata del sedici febbraio, trasportata all’aeroporto di Venezia alle ore nove e trenta. Il suo gesto di lasciare i peluche al reparto di Pediatria è stato un segno di profonda riconoscenza verso il personale medico che l’ha assistita.