Claudio Lotito ha illustrato oggi a Roma una proposta che va oltre la semplice ristrutturazione: “Oggi non presentiamo semplicemente un progetto edilizio, presentiamo una visione. Ciò che realizziamo oggi incide sulle generazioni future.” Il presidente della Lazio ha sottolineato che la rifunzionalizzazione dello Stadio Flaminio non riguarda soltanto la Lazio, ma Roma, la sua storia urbanistica e la sua capacità di guardare al futuro con responsabilità.

Durante la conferenza stampa di presentazione del progetto “Lazio 2032 – il Sogno Responsabile”, Lotito ha annunciato che la Lazio ha già formalizzato una manifestazione di interesse affinché lo Stadio Flaminio possa essere valutato tra le possibili sedi ospitanti di Euro 2032.

“È un atto di responsabilità e di visione mettere Roma e il Flaminio nelle condizioni di poter partecipare a un grande evento internazionale, qualora i requisiti tecnici e istituzionali lo consentano.”

Un percorso competitivo e trasparente

Lotito ha riconosciuto che il percorso di assegnazione delle sedi sarà competitivo e che nella città di Roma sono previste più candidature. “Proprio per questo vogliamo affrontare il tema con metodo, trasparenza e programmazione.” Ha ricordato che lo Stadio Flaminio nacque per le Olimpiadi del 1960 e che oggi può ambire, con equilibrio e serietà, a tornare nel circuito dei grandi eventi europei.

“Lazio 2032 – il Sogno Responsabile”

Il progetto presentato, denominato “Lazio 2032 – il Sogno Responsabile”, sarà svelato nelle prossime settimane e illustrerà il percorso strategico del club.

Lotito ha anticipato che la manifestazione di interesse per Euro 2032 è già stata formalizzata, ribadendo l’importanza di un approccio responsabile e lungimirante.

Il contesto del progetto Flaminio

Il progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio non è nuovo. Già nel marzo 2025, Lotito aveva depositato al Comune di Roma un piano economico-finanziario per la ristrutturazione dell’impianto, con una capienza prevista di circa 50.570 posti e un investimento stimato in oltre 438 milioni di euro. L’obiettivo era completare i lavori entro la prima metà del 2029 e rendere lo stadio idoneo a ospitare Euro 2032. Il piano prevedeva mutui trentennali, autofinanziamento e contributi pubblici, oltre a un cronoprogramma dettagliato per l’iter burocratico e l’avvio dei cantieri.

Il progetto si è scontrato con una proposta alternativa della Roma Nuoto, che prevedeva la trasformazione dell’area in un impianto polifunzionale. Tuttavia, tale proposta è stata bocciata dal consiglio comunale nel 2025, aprendo la strada al progetto della Lazio.

Questi elementi confermano che l’iniziativa presentata oggi si inserisce in un percorso già avviato, con obiettivi chiari e una visione strategica che mira a restituire al Flaminio un ruolo centrale nello sport e nella città.