Fernando Alonso ha risposto con la sua consueta ironia alle preoccupazioni espresse da Adrian Newey riguardo alle vibrazioni dell’Aston Martin. Il pilota spagnolo ha chiarito che, nonostante le vibrazioni insolite, non si tratta di un dolore insopportabile e che l’adrenalina prevale su qualsiasi fastidio, permettendo di gestire la vettura anche per periodi prolungati.
Newey aveva precedentemente ipotizzato che Alonso potesse sopportare un massimo di venticinque giri consecutivi prima di rischiare danni permanenti ai nervi delle mani, mentre Lance Stroll avrebbe avuto una soglia ancora più bassa, di quindici giri.
Alonso ha però ribattuto con fermezza: “Voglio essere chiaro, non è un qualcosa di doloroso. Non è difficile controllare l’auto. L’adrenalina è semplicemente molto più forte di qualsiasi dolore. Se fossimo in lotta per la vittoria, potremmo stare tre o quattro ore in macchina.”
Le vibrazioni restano un problema da risolvere
Lo spagnolo ha riconosciuto che le vibrazioni sono “qualcosa di insolito e non dovrebbero esserci”, sottolineando l’incertezza sulle conseguenze di una guida prolungata in queste condizioni: “non sappiamo nemmeno quali sarebbero le conseguenze se continuassi a guidare così per mesi, quindi bisogna trovare una soluzione”.
Un weekend “laboratorio” in Giappone
Alonso ha aggiunto che in Giappone tecnici e ingegneri stanno lavorando quotidianamente per risolvere il problema, e che anche lui è presente per contribuire: “In Giappone – dove tecnici e ingegneri sono al lavoro lontano dai test in pista della macchina – tutti stanno cercando ogni giorno di risolvere la situazione, anche noi siamo qui per dare una mano.”
Le dichiarazioni arrivano nel contesto di un inizio di stagione segnato da problemi tecnici per l’Aston Martin, in particolare legati alla power unit Honda e alle vibrazioni che stanno compromettendo affidabilità e comfort di guida.
Implicazioni tecniche e sanitarie
Le vibrazioni estreme del motore Honda rappresentano un rischio non solo per i componenti della vettura, ma anche per la salute dei piloti. Dopo circa venticinque minuti di guida, il corpo può iniziare a sentirsi intorpidito, e non è chiaro quali possano essere gli effetti a lungo termine di una esposizione prolungata a queste sollecitazioni. Il team ha già implementato alcune soluzioni dai test in Bahrain, ma resta fondamentale trovare una risposta definitiva per garantire la sicurezza e le prestazioni.