Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha avanzato una proposta significativa: l'introduzione di sanzioni per i calciatori che adottano il gesto di coprirsi la bocca durante le discussioni sul terreno di gioco. Questa pratica, secondo Infantino, potrebbe essere interpretata come un tentativo di occultare dichiarazioni inappropriate o offensive, rendendo necessaria l'adozione di nuove regole disciplinari.

In un'intervista, Infantino ha chiarito la sua posizione: "Se un giocatore si copre la bocca e dice qualcosa che ha conseguenze razziste, allora deve essere squalificato, ovviamente.

Dobbiamo presumere che abbia detto qualcosa che non avrebbe dovuto dire, altrimenti non avrebbe avuto bisogno di coprirsi la bocca". Il numero uno della Fifa ha ribadito l'importanza cruciale di affrontare con la massima serietà la lotta al razzismo, promuovendo misure concrete per contrastare ogni forma di discriminazione nel calcio.

Verso nuove regole disciplinari

Infantino ha suggerito un rafforzamento del regolamento disciplinare, introducendo la presunzione che chi si copre la bocca durante un confronto in campo stia celando qualcosa di inaccettabile. Ha inoltre espresso l'auspicio che l’International Football Association Board (IFAB) valuti modifiche da implementare già in vista della prossima Coppa del Mondo, un evento di portata globale che potrebbe fungere da catalizzatore per questo cambiamento.

Obiettivo: maggiore trasparenza e lotta al razzismo

Le dichiarazioni di Infantino emergono in un momento in cui l’IFAB sta considerando l'introduzione di misure disciplinari specifiche per i casi in cui i giocatori si coprono la bocca durante confronti in campo. L'obiettivo primario è quello di favorire una maggiore trasparenza e responsabilità tra i calciatori, scoraggiando comportamenti scorretti e promuovendo un cambiamento culturale nel mondo del calcio.

Infantino ha inoltre proposto che, parallelamente alle sanzioni, si possa contemplare una forma di riabilitazione per chi si macchia di gesti discriminatori. Questo percorso dovrebbe enfatizzare l'importanza delle scuse e favorire un processo di crescita personale e collettiva, contribuendo a un ambiente calcistico più inclusivo e rispettoso.