La guerra in Medio Oriente sta già producendo effetti concreti sul calendario del motorsport internazionale. Le tappe di Coppa del Mondo di scherma, previste per il 6-8 marzo, sono state cancellate a causa della chiusura degli spazi aerei nel Golfo Persico, sollevando dubbi anche sulle gare di Formula 1 e MotoGP in programma ad aprile.
Gare a rischio nel Golfo Persico
Il Circus della Formula 1 ha confermato il Gran Premio d’Australia (8 marzo), seguito dalle tappe in Cina (15 marzo) e Giappone (29 marzo). Tuttavia, il quarto e quinto round stagionale, previsti in Bahrain (10-12 aprile) e Arabia Saudita (17-19 aprile), sono oggi fortemente a rischio.
Nello stesso periodo, la MotoGP dovrebbe correre in Qatar (10-12 aprile). In questo contesto, sarebbe praticamente impossibile disputare contemporaneamente le gare a Sakhir, Jeddah e Lusail, tutte potenzialmente nel mirino dell’apparato bellico iraniano.
Logistica e sicurezza: ostacoli insormontabili
La situazione non ha precedenti: ai tempi della guerra in Iraq del 2003, il motorsport non aveva ancora eventi così rilevanti nel Golfo Persico. Oggi, invece, la priorità è garantire la sicurezza di piloti, team e pubblico, ma anche assicurare la logistica necessaria per trasportare materiali e personale. Il World Endurance Championship, con apertura in Qatar a fine marzo, è particolarmente esposto a queste criticità.
Decisioni guidate dalla sicurezza
La FIA ha espresso dolore per le tensioni geopolitiche, sottolineando che “la sicurezza e il benessere guideranno le nostre decisioni” nella valutazione degli eventi in programma per il WEC e la Formula 1. Pirelli ha cancellato i test pneumatici in Bahrain, e la logistica dei team è stata costretta a riorganizzare rotte evitando scali tradizionali come Dubai o Doha.