Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti (LND), Giancarlo Abete, ha espresso una chiara posizione riguardo alla governance della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc), affermando con decisione che il commissariamento della Figc «non è mai una soluzione». Le sue dichiarazioni, rilasciate a margine del consiglio federale, hanno enfatizzato l'importanza di procedere «in linea di continuità», promuovendo un approccio riflessivo e costruttivo per affrontare le sfide attuali e future del calcio italiano.
Abete ha inoltre affrontato il delicato caso Rocchi, esprimendo «massima fiducia nella giustizia sportiva e ordinaria» per garantire un approfondimento completo e imparziale di quanto emerso.
Ha esortato alla cautela, avvertendo contro la formulazione di giudizi affrettati. «Una nuova Calciopoli? Siamo a una fase iniziale, sarebbe un errore dare giudizi su una situazione che non conosciamo», ha dichiarato, sottolineando la necessità di attendere l'esito delle indagini prima di trarre conclusioni definitive e prevenire speculazioni premature.
Il futuro della governance federale e le elezioni
In vista delle imminenti elezioni federali, fissate per il 22 giugno, Giancarlo Abete ha sollevato una preoccupazione cruciale. Ha messo in guardia contro il rischio che la personalizzazione delle candidature possa distogliere l'attenzione dai veri «problemi del calcio e le sue necessità». Abete ha rimarcato che l'attuale momento rappresenta una preziosa «opportunità per fare un focus sui problemi» strutturali e operativi del sistema.
Ha concluso la sua riflessione ribadendo che «se nascondiamo i problemi dietro le persone facciamo un errore per il mondo del calcio», invitando a concentrarsi sulle questioni sostanziali piuttosto che sulle figure individuali.
L'ipotesi di commissariamento: analisi e contesto
L’ipotesi di un possibile commissariamento della Figc è emersa nuovamente nel dibattito pubblico, in particolare dopo l'indagine per frode sportiva che ha coinvolto il designatore arbitrale Gianluca Rocchi. Tuttavia, è fondamentale analizzare i requisiti statutari per tale misura. Lo statuto del Coni, infatti, prevede il commissariamento esclusivamente in situazioni di «gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi» o in caso di un loro comprovato malfunzionamento.
Al momento, le condizioni necessarie per un intervento di questa portata non sembrano sussistere, anche considerando che Gianluca Rocchi non fa parte degli organi direttivi della federazione, elemento chiave per l'applicazione della norma. A rafforzare questa posizione, l’avvocato Mattia Grassani, riconosciuto esperto di diritto sportivo, ha categoricamente escluso la presenza dei presupposti tecnici e giuridici per un intervento straordinario sulla Figc, definendo l’ipotesi come una reazione più «emotiva e di pancia» che basata su fondamenti concreti e normativi.