"Quale è lo stato d'animo del presidente Gravina? Quello di una persona consapevole, è amareggiato ma sereno. Si sa come vanno queste cose. Ora le componenti faranno le loro riflessioni. Ci sarà un momento di confronto per arrivare a soluzioni condivise". Così Giancarlo Abete, presidente della Lnd, ha parlato all’uscita del vertice in Figc, durante il quale Gabriele Gravina ha annunciato le proprie dimissioni.
Successivamente, soffermandosi sulla scelta di Gravina, Abete ha aggiunto che "la posizione della Lnd è chiara, abbiamo rappresentato la nostra posizione di sostegno a Gravina qualunque fosse stato il risultato delle partite.
Siamo coerenti con la nostra storia, dispiace per la Federazione e il rapporto personale ma ci sono passato e comprendo il contesto. Per me il riferimento rimane lo statuto della Federazione, del Coni, della Fifa e della Uefa. Bisogna capire le motivazioni che hanno portato a un calo di competitività anche per le squadre di club", ha concluso.
La crisi del calcio italiano e le prospettive federali
Le dimissioni di Gabriele Gravina si inseriscono in un periodo di profonda crisi per il calcio italiano, evidenziata dalla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali per la terza volta consecutiva. Tale situazione ha spinto il ministro dello Sport Andrea Abodi a richiedere una chiara assunzione di responsabilità da parte della FIGC, evocando precedenti analoghi che hanno portato a dimissioni di vertici federali.
Il futuro prossimo prevede un percorso elettorale, con nuove elezioni che si terranno entro novanta giorni, presumibilmente a luglio. Tra i nomi già in campo per la successione alla presidenza federale si annoverano Giancarlo Abete e Matteo Marani, oltre a Giovanni Malagò, il cui supporto proviene da alcune delle componenti del sistema calcistico.