Il team Alpine ha preso una posizione ferma contro l'ondata di messaggi d'odio e minacce rivolti al pilota Franco Colapinto. Dopo il Gran Premio del Giappone a Suzuka, Alpine ha pubblicato una lettera aperta per condannare fermamente insulti e intimidazioni diffuse sui social media.

L'incidente di Suzuka e la decisione della FIA

Durante la gara in Giappone, il ventiduenne pilota argentino Franco Colapinto è stato coinvolto in un incidente involontario con Oliver Bearman (Haas). L'episodio è avvenuto quando Colapinto ha rallentato eccessivamente per ricaricare la batteria, causando una collisione.

Bearman ha riportato una lesione al ginocchio. La Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA), dopo aver esaminato i fatti, non ha attribuito alcuna responsabilità a Colapinto.

La condanna di Alpine e il caso Ocon

Nel suo comunicato, Alpine ha espresso una netta condanna per i "messaggi d’odio che hanno preso di mira Franco dopo la gara in Giappone". La condanna si è estesa anche agli insulti rivolti a Esteban Ocon, ex pilota Alpine ora alla Haas, dopo il Gran Premio di Cina. Ocon si era scontrato con Colapinto uscendo dai box e si era scusato pubblicamente, un gesto che non lo ha risparmiato dagli attacchi online.

Trasparenza e smentita sul favoritismo

La lettera aperta di Alpine ha anche affrontato e smentito le accuse di presunto favoritismo all'interno del team.

La comunicazione ha categoricamente negato le voci secondo cui la squadra favorirebbe Pierre Gasly a discapito di Franco Colapinto. Nel testo, si afferma chiaramente che "qualsiasi domanda su sabotaggio o sul fatto di non dare a Franco la stessa vettura è completamente infondata". Il team ha riconosciuto che gli aggiornamenti tecnici potrebbero talvolta essere introdotti prima su una vettura, ma ha garantito la massima trasparenza, impegnandosi a equipaggiare entrambi i piloti allo stesso modo e con equità, fornendo a entrambi pari opportunità.