La Parigi-Roubaix 2026 ha regalato una giornata di ciclismo spettacolare e di straordinario impatto emotivo. La corsa è stata vinta da Wout van Aert, che ha battuto TadejPpogacar in uno sprint a due dopo un'azione durata oltre cinquanta chilometri. I tanti episodi che hanno segnato la corsa, forature, incidenti e inseguimenti, hanno lasciato dietro di sé anche qualche tensione e polemica, in particolare sull’atteggiamento mostrato da alcune squadre nei confronti di Tadej Pogacar, campione del mondo e capitano della UAE Emirates XRG. Mikkel Bjerg, compagno di squadra del fuoriclasse sloveno, non ha nascosto il proprio disappunto per quanto accaduto durante la corsa, esprimendo critiche severe verso le formazioni Visma - Lease a Bike e Alpecin-Premier Tech.

'E' stato Politt a decidere di fermarsi'

Il momento cruciale si è verificato quando Pogacar ha subito una foratura a circa 120 chilometri dall'arrivo. In testa al gruppo si trovavano i compagni di squadra del campione del mondo, che subito hanno rallentato. Visma e Alpecin si sono subito fatte avanti per mantenere un ritmo sostenuto, rendendo così più difficile la rincorsa del leader della UAE Emirates: costretto a cambiare bicicletta, prima con una bici di scorta fornita dall’auto Shimano e poi dalla propria ammiraglia, Pogacar ha perso tempo prezioso prima di riuscire a riagganciarsi al gruppo principale dopo una ventina di chilometri di faticoso inseguimento.

Bjerg ha spiegato la confusione che si è creata nel momento della difficoltà: "Non riuscivamo a metterci in contatto via radio con il direttore sportivo, ed è stato caotico capire cosa stesse succedendo dietro di noi.

Ho parlato con Nils Politt, che ha deciso di fermarsi per aspettare Tadej, e ritengo che quella sia stata la scelta giusta."

Tuttavia, il danese non ha risparmiato parole dure nei confronti degli avversari: "Se Visma e Alpecin si sono messi a tirare subito, approfittando della situazione di Tadej, direi che si sono comportati in modo meschino". La posizione di Bjerg mette in luce una questione spesso dibattuta nel ciclismo: fino a che punto è lecito approfittare di un inconveniente tecnico di un rivale? Secondo il corridore della UAE Emirates, indossare la prestigiosa maglia iridata dovrebbe garantire rispetto e solidarietà in gara, soprattutto nelle situazioni difficili. "A volte si ha la fortuna di riuscire a recuperare dietro all'ammiraglia, ma quando si indossa la maglia iridata non si riceve alcun aiuto.

Ma purtroppo il ciclismo funziona così", ha aggiunto Bjerg con un certo rammarico.

'La nostra ambizione non era il secondo posto'

Nonostante tutto, Bjerg ha riconosciuto la volontà delle squadre rivali di mantenere alto il ritmo: "Capisco che Alpecin e Visma volessero approfittare della situazione per aumentare la pressione, considerata la frammentazione del gruppo".

Il corridore danese ha concluso con un bilancio personale: "Odio perdere e mi sarebbe piaciuto chiudere la corsa in maniera diversa. Sono però contento che Pogacar sia riuscito a conquistare un secondo posto, anche se quella non era la nostra ambizione principale" ha concluso Bjerg.