Alexander Bublik ha categoricamente escluso l'ipotesi di un tour d'addio, definendola un'idea che lo metterebbe a disagio. Il tennista kazako, le cui dichiarazioni sono state rilasciate l'8 aprile 2026 al Masters 1000 di Montecarlo, ha chiarito che, giocando per puro piacere, non avverte la pressione del lavoro. Al contrario, ha immaginato una stagione conclusiva come un vero e proprio disastro sportivo. "Verrei battuto da qualsiasi giocatore", ha affermato Bublik, esprimendo la sua preferenza per "un paio di esibizioni nei campi più importanti della mia carriera".

Ha poi aggiunto, con la sua consueta ironia: "Altrimenti, potrei incappare in una terribile serie di sconfitte… riuscite a immaginarmi a 37 anni a lottare contro uno spagnolo di 20 anni sulla terra battuta?". Questa prospettiva evidenzia la sua volontà di concludere la carriera con momenti celebrativi, piuttosto che con una serie di sconfitte, preferendo esibizioni nei luoghi simbolo della sua storia sportiva.

Riflessioni a Montecarlo e l'omaggio a Monfils

Queste affermazioni sono state rilasciate in occasione della sua partecipazione al Masters 1000 di Montecarlo. Qui, Bublik ha affrontato Gaël Monfils, in quella che è stata l'ultima apparizione del francese nel prestigioso torneo monegasco.

Il tennista kazako ha rievocato con una certa emozione il passato, ricordando di essere stato, dieci anni prima, sparring partner proprio di Monfils e di Grigor Dimitrov. Ha espresso grande soddisfazione nel trovarsi oggi a competere contro Monfils, proprio nella sua ultima stagione agonistica, sottolineando il percorso compiuto e l'evoluzione della sua carriera. L'incontro ha rappresentato un momento significativo, un ponte tra il passato da giovane promessa e il presente di professionista affermato nel circuito.

La preparazione fisica e la nuova ondata di "gladiatori"

Riguardo alla complessa stagione sulla terra battuta, Bublik ha enfatizzato l'importanza cruciale della preparazione fisica.

Ha spiegato che un'adeguata condizione atletica è fondamentale per prevenire infortuni, specialmente in una fase dell'anno in cui i movimenti sul campo tendono a essere più scivolosi e impegnativi. La sconfitta subita inizialmente a Miami gli ha offerto l'opportunità di "resettare la mente" e di concentrarsi intensamente sul lavoro fisico, pur ammettendo di non essere ancora al massimo della forma. Inoltre, Bublik ha offerto una sua peculiare osservazione sulla nuova generazione di tennisti. Ha descritto questi giovani atleti come veri e propri "gladiatori", pronti a scendere in campo e a dare il massimo fin dal primo turno, affrontando ogni partita come una battaglia senza esclusione di colpi. Questo approccio, a suo dire, rivela una mentalità estremamente competitiva e una dedizione totale al gioco, tratti distintivi del tennis moderno.