Il Cagliari si prepara ad affrontare la Cremonese in una sfida cruciale che assume i contorni di un vero e proprio spareggio salvezza. A sette giornate dalla conclusione del campionato, la tensione è palpabile. Alla vigilia del match, l’allenatore rossoblù Fabio Pisacane ha definito l’incontro “una finalissima”, pur affrettandosi a precisare che “comunque non sarà decisiva – ha spiegato – perché dopo mancherebbero sei partite”. Un tentativo di scuotere la squadra, ma anche di rasserenarla.

Il tecnico non ha nascosto la sua percezione di precarietà sin dall’inizio della stagione: “Io non mi sono mai sentito sicuro sin dalla prima giornata.

Tutto dipende dai risultati. Non eravamo dei fenomeni quando le cose andavano bene e non siamo dei brocchi ora”. Pisacane ha attribuito la situazione attuale a “diverse circostanze” e ha enfatizzato la necessità per la squadra di “essere bravi noi a tirarcene fuori”.

Il ritiro per ricompattare il gruppo

Per cercare di invertire la rotta dopo un periodo difficile, il Cagliari ha optato per il ritiro. Pisacane ha spiegato l’utilità di questa scelta: “È servito perché quando ci sono dei problemi – ha osservato – è sensato stare insieme e rimanere uniti”. Ha poi chiarito che il ritiro non implica una mancanza di impegno nelle partite precedenti: “Questo non significa che anche nell'ultima partita non si sia dato il massimo per ottenere dei punti.

No, significa che questo non è bastato. E allora giusto stare insieme per ricompattarci”. La scelta del ritiro è maturata in un momento particolarmente delicato per il Cagliari, reduce da una serie negativa di risultati. La sconfitta per 2-1 contro il Sassuolo ha segnato la quarta battuta d'arresto consecutiva e la sesta nelle ultime otto partite, con soli due pareggi all'attivo. Questo rendimento ha fatto precipitare la squadra in classifica, spingendo la società a convocare il gruppo ad Asseminello da lunedì fino alla partita di sabato 11 aprile, che si terrà alla Unipol Domus contro la Cremonese. L'incontro è percepito come un'ultima chiamata per l'allenatore, data la posta in gioco per la salvezza.

Analisi delle cause della crisi

La crisi che ha colpito la squadra non ha, secondo Pisacane, una singola causa principale. “Le ragioni possono essere tante”, ha affermato, citando fattori che vanno dalla “troppa serenità dopo un buon periodo” alle sue “responsabilità”, senza dimenticare gli “infortuni”. Il tecnico ha ammesso che “abbiamo sbagliato delle partite come col Lecce o il Pisa”, ma ha anche evidenziato aspetti positivi: “anche in alcune sconfitte ho visto delle buone cose”.

Le Opzioni in attacco e la sfida con la Cremonese

In vista della partita contro la Cremonese, Pisacane ha evidenziato un gradito ritorno di abbondanza nel reparto offensivo. “C'è anche Belotti”, ha dichiarato, pur indicando che “Borrelli è in pole”.

Ha escluso, invece, che “Folorunsho non farà la punta”. Il mister ha mantenuto un certo riserbo sulle scelte tattiche: “Abbiamo più soluzioni – ha spiegato senza sbilanciarsi – ma non possiamo dare indicazioni che avvantaggerebbero i nostri avversari”.

Riguardo all’avversario, Pisacane ha espresso rispetto: “Giampaolo lo conosciamo tutti, è una gara sicuramente insidiosa”. Ha tuttavia rassicurato sulla preparazione della squadra: “Ma abbiamo studiato i nostri avversari e cercheremo di usare le nostre armi per vincere questa partita”.