Cesc Fabregas, attuale tecnico del Como, è stato insignito del prestigioso Premio “Enzo Bearzot” presso il Salone d’Onore del Coni. Questo riconoscimento, conferito dall’US Acli in collaborazione con la Federcalcio, lo colloca tra nomi illustri del calibro di Simone Inzaghi, Roberto Mancini, Luciano Spalletti, Carlo Ancelotti e Massimiliano Allegri, ai quali è succeduto. L’assegno di cinquemila euro, legato al premio, sarà devoluto in beneficenza al reparto di pediatria dell’ospedale Sant’Anna di Como, un gesto che Fabregas stesso ha definito un “premio alla città di Como”, evidenziando il suo profondo e sincero legame con la realtà lariana.

Il forte legame con il Como e il progetto

Fabregas ha enfatizzato l’importanza del progetto Como, dichiarando un attaccamento significativo: “Sono molto attaccato a questo progetto, che è molto importante. Non si può mai dire mai, ma in questo momento penso sia molto difficile che lasci il Como”. Ha inoltre rivelato un episodio dell’anno precedente, quando, per sua volontà, aveva esplorato le metodologie di altre società, informando il presidente, ma scegliendo poi di rimanere. “Sono molto contento di ciò che si può fare a Como, spero di continuare ancora per tanto tempo”, ha aggiunto, rafforzando la sua intenzione di proseguire il percorso intrapreso con il club lariano.

Tra critiche, ambizioni future e l'accademia

Durante l’incontro, il tecnico spagnolo ha anche affrontato le critiche relative al numero limitato di calciatori italiani impiegati nella squadra. Ha spiegato: “L’anno scorso ne avevamo dieci, Goldaniga è uno di quelli che giocava di più. Capisco le critiche perché l’Italia, per tante circostanze, non si è qualificata al Mondiale. Se l’Italia avesse fatto bene nessuno ne avrebbe parlato”. Guardando al futuro, Fabregas ha annunciato un’iniziativa ambiziosa: la creazione di un’accademia. “Vogliamo costruire qualcosa di importante perché i ragazzi sono il futuro del calcio”, ha affermato, sottolineando l’importanza di investire nelle nuove generazioni.

Il ruolo di commissario tecnico e il sogno Champions

Riguardo a un possibile incarico come commissario tecnico della nazionale, Fabregas ha escluso questa eventualità nel prossimo futuro. “Ora sono troppo allenatore. Essere ct in questo momento per me potrebbe essere noioso, c’è troppo tempo libero. Magari un giorno, nel futuro, quando sarò più vecchio”, ha commentato, evidenziando la sua preferenza per il lavoro quotidiano sul campo. Infine, ha lasciato un’apertura per le ambizioni del Como in relazione alla Champions League, affermando: “Non è per noi in questo momento”. Una frase che, pur suonando come una constatazione attuale, porta con sé il sapore di un auspicio e di un obiettivo a lungo termine per il club.

Il significato del Premio Enzo Bearzot

Il Premio “Enzo Bearzot” è un riconoscimento che intende celebrare l’eredità del celebre commissario tecnico della nazionale italiana, ricordato in particolare per il suo approccio umano e il rapporto speciale con i giocatori. Il fatto che Cesc Fabregas sia il primo tecnico straniero a ricevere questo prestigioso premio ne rafforza ulteriormente il valore simbolico, rappresentando un chiaro riconoscimento del suo eccellente lavoro e del suo impatto nel panorama calcistico italiano.