Una giornata segnata dalla sfortuna per Tadej Pogačar nella Parigi-Roubaix 2026 di ciclismo. Il corridore sloveno, che cercava il successo nell'unica classica monumento che ancora gli manca, ha dovuto affrontare non solo una serie di forature sul pavé che ne hanno complicato la gara, ma anche un probabile problema nell’attimo decisivo dello sprint finale sul velodromo. A rivelarlo è stato il compagno di squadra Antonio Morgado, che ha fornito nuovi dettagli sulle difficoltà incontrate da Pogačar nell’epilogo della corsa.
'Probabilmente c'era una foratura al posteriore'
La classica francese si è rivelata particolarmente ostica per il campione sloveno. Come molti dei big in gara, Pogačar ha subito diverse forature durante la corsa, costringendolo a due inseguimenti per rientrare nel gruppo di testa. Tuttavia, secondo quanto raccontato da Morgado, anche al momento cruciale dello sprint, poi perso nei confronti di Wout van Aert, qualcosa non era ancora del tutto a posto.
"Sembrava avesse un problema con la gomma posteriore", ha detto Morgado in un’intervista a In de Leiderstrui. "Quando abbiamo controllato la bici dopo l’arrivo, abbiamo notato che qualcosa non andava. Probabilmente c’era una foratura al posteriore che faceva perdere pressione lentamente".
Questo dettaglio potrebbe spiegare la difficoltà di Pogačar nel dare il massimo nel confronto diretto con Wout van Aert, che ha poi avuto la meglio nella volata conclusiva. Lo stesso Pogačar ha confermato di aver sentito sin da subito che le gambe non rispondevano come previsto nel finale. "Nutrivo ancora speranze prima dello sprint, ma appena sono partito, le mie gambe sembravano spaghetti", ha raccontato il campione del mondo.
"Mi sono reso conto quasi subito che sarebbe stata una missione impossibile. Ho dato comunque il massimo, ma lui ha già vinto in volata sugli Champs Élysées, quindi non è facile da battere".
'Non era proprio la nostra giornata'
Non solo Pogačar ha dovuto fare i conti con la sfortuna, ma anche Morgado stesso ha vissuto una giornata complicata.
Il portoghese, impegnato a supportare il compagno di squadra nelle fasi iniziali della corsa, ha subito ben cinque forature – quattro prima della temuta Foresta di Arenberg e una nel finale. Nonostante ciò, Morgado è riuscito a mantenere la concentrazione e a portare a termine la gara, classificandosi 117°.
"È stato davvero difficile superare questi problemi", ha ammesso Morgado. "A quel punto, cerchi solo di sopravvivere e di arrivare al Velodromo".
Un amaro bilancio per la squadra, che però non perde fiducia nei propri mezzi. "Non era proprio la nostra giornata – ha concluso – Ci sono state cadute, forature… la fortuna non era dalla nostra parte. Ma possiamo comunque essere orgogliosi di come abbiamo corso come squadra."