Tadej Pogacar, campione del mondo di ciclismo in carica, ha vissuto una giornata difficile alla Parigi-Roubaix, classica in cui notoriamente la fortuna ha un peso importante. A circa 120 chilometri dal traguardo, nel tratto selettivo di pavé tra Quérénaing e Maing, lo sloveno è stato costretto a fermarsi per una foratura. La situazione si è complicata ulteriormente perchè l’ammiraglia del team UAE Emirates non è riuscita a raggiungerlo velocemente, bloccata dietro i vari gruppetti di corridori rimasti attardati. L’unica alternativa era l'ammiraglia dell'assistenza neutra Shimano, che ha dato a Pogacar una bici con cui riprendere la corsa velocemente.
'La bici era molto scomoda'
Pogacar è così salito su un mezzo blu anonimo – secondo alcune indagini un modello Canyon 2021 riverniciato da Shimano – ben diverso dall'attrezzatura moderna e studiata nei minimi dettagli a cui è abituato. Il quattro volte vincitore del Tour de France non ha nascosto il suo disappunto: "Mi hanno dato una carriola", ha dichiarato con franchezza ai media sloveni, come riportato da HLN.
"Era molto scomoda", ha aggiunto, riferendosi alle difficoltà nella gestione della bici, un mezzo non solo obsoleto ma secondo lui anche poco adatto al pavé impegnativo di quella parte di gara. Dopo sei chilometri, è finalmente riuscito a recuperare la propria Colnago grazie all’intervento dell’ammiraglia UAE Emirates.
Pogacar ha spiegato che, oltre al disagio causato dall’altezza errata della sella, anche le ruote montate sul mezzo Shimano si sarebbero rivelate inadatte: "E nemmeno le ruote erano adatte al terreno. Quindi ho cambiato di nuovo."
Pogacar non ha regolato il reggisella telescopico
È noto che il team di assistenza neutrale verifica l’altezza della sella dei corridori di punta prima della partenza e che le bici sono equipaggiate con reggisella telescopico, sistema che consente di regolare la posizione della sella in corsa tramite pulsanti sul manubrio. Rimane quindi un punto oscuro perché questa opzione non abbia aiutato Pogacar a migliorare la situazione in gara.
L’esperienza di Pogacar sottolinea ancora una volta quanto la Parigi-Roubaix sia imprevedibile e come anche i migliori atleti possano trovarsi in situazioni complicate quando la sorte si mette di traverso.