Il Roland Garros, uno dei tornei più prestigiosi e storici del circuito tennistico internazionale, ha annunciato ufficialmente la sua decisione di non adottare il controverso format del “One‑Point Slam” per l’edizione del 2026. Questa presa di posizione netta, comunicata dalla direttrice del torneo Amélie Mauresmo, segna un chiaro distacco dalle tendenze più recenti del tennis, in particolare rispetto alla strada intrapresa dall’Australian Open, dove tale innovazione aveva generato un ampio dibattito tra sostenitori dell’intrattenimento e difensori della tradizione.

La direttrice Mauresmo ha espresso con fermezza la filosofia che guida le scelte del torneo parigino, dichiarando senza mezzi termini: “Non vogliamo la fama a tutti i costi”. Questa affermazione sottolinea la volontà del Roland Garros di non rincorrere format concepiti esclusivamente per massimizzare l’impatto mediatico, specialmente quando questi rischiano di compromettere o allontanarsi dall’essenza più profonda del tennis. Secondo Mauresmo, il “One‑Point Slam” rappresenta “una moda che non rispecchia né l’essenza né l’autenticità del Roland Garros”. Con queste parole, la direzione del torneo ha ribadito l’impegno a preservare la storicità e il valore simbolico intrinseco dello Slam sulla terra battuta, mantenendo fede ai principi che lo hanno reso celebre nel corso dei decenni.

Identità, tradizione e il format del “One‑Point Slam”

Il format del “One‑Point Slam”, che ha catturato l’attenzione globale anche grazie alla sorprendente vittoria dell’amatore Jordan Smith, ha indubbiamente generato un notevole interesse, ma al contempo ha suscitato numerose critiche a causa della sua natura fortemente spettacolarizzata. La direttrice Mauresmo ha voluto tracciare un confine ben definito tra la consolidata tradizione del Roland Garros e le pressioni sempre crescenti verso un intrattenimento che, talvolta, sembra prevalere sul puro valore sportivo. Tuttavia, Mauresmo ha anche precisato che questa posizione non deve essere interpretata come un rifiuto aprioristico di ogni forma di innovazione.

Al contrario, ha chiarito che il torneo continuerà a evolversi, ma lo farà sempre in stretta coerenza con la propria ricca storia e i valori fondamentali che ne hanno plasmato l’identità.

L’approccio del Roland Garros all’innovazione è quindi orientato a un cambiamento che non snaturi il carattere distintivo della competizione. La manifestazione parigina, pur guardando al futuro e alla modernità, rimane saldamente radicata nelle proprie tradizioni e nell’autenticità che la contraddistinguono a livello mondiale. Un esempio tangibile di questa fedeltà è il fatto che il Roland Garros è l’unico torneo del Grande Slam a mantenere ancora la presenza dei giudici di linea, un elemento che sottolinea il suo impegno verso la continuità e il rispetto delle consuetudini tennistiche.

Questa scelta ribadisce la volontà del torneo di non cedere a mode passeggere, ma di integrare l’innovazione solo quando essa si allinea perfettamente con la sua inconfondibile storia sportiva e culturale.