Alla vigilia del Giro delle Fiandre, la seconda delle Classiche Monumento del ciclismo mondiale, Cyrille Guimard, leggendario ex direttore sportivo e icona del ciclismo francese, si è concesso ad un’analisi profonda e stimolante sul dominio attuale di Tadej Pogacar. La recente vittoria dello sloveno alla Milano-Sanremo ha infatti riacceso il dibattito sulle sue capacità e sulla possibile portata del suo dominio totale nelle corse di un giorno e nei grandi giri.

'Chi può battere Pogacar?'

In una rubrica per Cyclism’Actu, Guimard pone una domanda provocatoria: "Chi può battere Pogacar?".

Sebbene riconosca la presenza di rivali di livello come Mathieu van der Poel e Wout van Aert, l’ex ds francese lascia trasparire uno scetticismo marcato riguardo alla possibilità che qualcuno riesca davvero a contrastare lo sloveno.

"Il suo principale avversario rimane Van der Poel, ma non è l’unico", spiega, pur sottolineando che, al momento, Pogacar sembra appartenere a una categoria a parte nel panorama ciclistico. L’ipotesi di una stagione in cui lo sloveno riuscisse a vincere tutte e cinque le Classiche Monumento – Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi e Il Lombardia – è vista come un’impresa straordinaria ma quasi impossibile.

Guimard è categorico: "Non credo sia possibile".

Per completare un simile “Grande Slam”, dice, tutto deve andare per il verso giusto, senza il minimo intoppo, nessun incidente o malanno. La precisione, la costanza e una buona dose di fortuna sarebbero requisiti imprescindibili. In chiusura, Guimard lancia un messaggio chiaro a Pogacar: "Se dovesse vincere tutte e cinque le Classiche Monumento, dovrebbe fermarsi subito e andare in vacanza, così anche gli altri potrebbero avere spazio per esistere".

Una battuta provocatoria che nasconde un monito più ampio: un dominio assoluto rischierebbe di impoverire la competitività e l’interesse verso il ciclismo, mettendo in ombra gli avversari e riducendo le sorprese nelle gare.

'Sempre gli stessi vincitori'

Guardando al Giro delle Fiandre, Guimard evidenzia come la corsa sia particolarmente adatta a Mathieu van der Poel. Ammira soprattutto il gioco tattico dell’olandese, ricordando la sua performance all’E3 Saxo Classic, dove la sua freddezza e la capacità di gestire gli sforzi hanno fatto la differenza. "La sua impassibilità è incredibile: finge di cedere, gli avversari esitano, lui mantiene i 400 watt e il distacco aumenta", descrive Guimard, che definisce Van der Poel un vero maestro tattico.

Al contempo, Guimard non nasconde la sua preoccupazione per il divario crescente tra un ristretto gruppo di superstar – Pogacar, Van der Poel e Jonas Vingegaard su tutti – e il resto del gruppo ciclistico. "Abbiamo sempre gli stessi vincitori", osserva amaramente, segnalando un fenomeno che potrebbe influire negativamente sull’equilibrio competitivo e sull’appeal generale delle corse.