Alessandro Sibilio, il 26enne primatista italiano dei 400 ostacoli, ha intrapreso una nuova e ambiziosa fase della sua carriera sportiva. L'atleta napoletano, tra i più attesi sulla scena internazionale, ha delineato i suoi obiettivi futuri, con uno sguardo già proiettato verso gli importanti Europei di Birmingham 2026.
Il rilancio dopo la delusione di Tokyo
Il percorso di rilancio di Sibilio prende le mosse da un'attenta analisi dei difficili Mondiali di Tokyo. L'esperienza giapponese si era conclusa con un ritiro in batteria, causato da errori tecnici che lo stesso atleta ha saputo analizzare con grande lucidità e spirito critico.
Da quel momento, Sibilio ha deciso di dare una svolta significativa alla sua preparazione e al suo team.
Questa nuova fase è caratterizzata da un cambio di guida tecnica e da un trasferimento a Roma. Qui, Sibilio è entrato a far parte di un nuovo gruppo di lavoro sotto la direzione di Giorgio Frinolli, affiancando campioni del calibro di Zaynab Dosso e Lorenzo Simonelli. Un ambiente stimolante e competitivo, pensato per supportare il suo ritorno ai massimi livelli.
Obiettivi europei e mondiali: Birmingham nel mirino
L'obiettivo dichiarato di Alessandro Sibilio è chiaro: tornare ai vertici europei e mondiali della specialità dei 400 ostacoli. La sua attenzione è già focalizzata sugli Europei di Birmingham 2026, dove l'atleta cercherà di difendere lo straordinario argento conquistato in casa agli Europei di Roma 2024.
In quell'occasione, Sibilio non solo salì sul podio, ma firmò anche il record italiano della disciplina, dimostrando il suo enorme potenziale.
La questione della pista di atletica allo Stadio Maradona
In una recente intervista radiofonica, Alessandro Sibilio ha toccato un tema di grande rilevanza per l'atletica campana: la situazione della pista di atletica presso lo Stadio Maradona di Napoli. L'atleta ha espresso la sua preoccupazione, sottolineando l'urgente necessità di trovare una soluzione che sia in grado di tutelare anche le esigenze dell'atletica.
Sibilio ha ricordato di essersi allenato per ben quindici anni sulla pista di Fuorigrotta, definendola "nuova e davvero bella". Nonostante ora si alleni a Roma, il suo legame con la struttura partenopea è forte, e la prospettiva di perderla rappresenta un vero peccato.
Ha evidenziato un conflitto tra le ambizioni del Napoli Calcio, che auspica uno stadio nuovo, e la presenza di "tanta gente che corre", ovvero gli atleti che utilizzano la pista. La sua richiesta è chiara: "Serve una soluzione per tutti", che possa conciliare le diverse istanze e garantire un futuro all'atletica a Napoli.