Florian Vermeersch, uno dei nomi più attesi alla Parigi-Roubaix di domenica scorsa, ha rivelato alcuni dettagli tecnici importanti sull'assetto utilizzato nell’Inferno del Nord, gara in cui purtroppo è stato costretto al ritiro dopo una brutta caduta nella celebre Foresta di Arenberg. Il corridore belga, compagno di squadra di Tadej Pogacar, ha condiviso informazioni solitamente custodite gelosamente dai professionisti, offrendo così uno spaccato interessante su come affrontare le dure condizioni della classica monumento.

'Nella ricognizione ho sbagliato a non usare i guanti'

In un’intervista rilasciata al podcast Vals Plat, Vermeersch ha spiegato come la scelta delle ruote e la pressione degli pneumatici rappresentino gli elementi più cruciali per affrontare la Parigi-Roubaix. A differenza di alcuni colleghi che preferiscono mantenere segreti questi dati, lui non ha avuto alcun problema a svelare le sue scelte: "Ho corso con una ruota anteriore da 35 millimetri e una posteriore da 32 millimetri – ha dichiarato –. La qualità delle ruote e la giusta pressione degli pneumatici sono fondamentali su questo percorso".

Nel dettaglio, il belga ha utilizzato 3,2 bar al posteriore e 2,8 bar all’anteriore. Un’altra curiosità riguarda il nastro manubrio e la gestione del comfort durante la corsa.

Vermeersch ha voluto mantenere un assetto piuttosto tradizionale, evitando il doppio nastro sul manubrio, ma ha ammesso di aver fasciato le mani per la prima volta proprio in questa edizione della Roubaix.

"Durante la ricognizione ho pedalato senza guanti, ed è stato un errore perché mi è venuta una vescica sulla mano – ha raccontato – fortunatamente non ha condizionato la mia prestazione in gara". Questo particolare dimostra come anche i piccoli accorgimenti possano fare la differenza in una competizione così dura e logorante.

Scala di rapporti diversa dal solito

Infine, Vermeersch ha parlato della scelta dei rapporti, leggermente diversa dal suo standard abituale. Normalmente utilizza una cassetta 11/34, mentre per la Parigi-Roubaix ha optato per una 11/30, per adattarsi alle caratteristiche specifiche del tracciato, che non presenta salite, e ottimizzare la gestione delle energie durante i settori di pavé.

Purtroppo la sua gara si è interrotta precocemente a causa di una foratura e della successiva caduta nella Foresta di Arenberg, punto chiave e terribile della Parigi-Roubaix dove anche grandi campioni come Mathieu van der Poel hanno subito stop simili. Nonostante l’esito sfortunato, le informazioni di Florian Vermeersch offrono un prezioso contributo tecnico per comprendere meglio le strategie adottate dai professionisti in una delle classiche più dure e affascinanti del ciclismo mondiale.