Il sindacato italiano dei giocatori di basket si oppone all’ipotesi di aumentare il numero di stranieri impiegabili in campo.

La Giba ha infatti diffuso una nota in cui esprime la propria contrarietà all’eventualità di ampliare le quote di giocatori stranieri nel campionato di Serie A, come invece vorrebbe proporre la Legabasket. Secondo l’analisi dei dati sull’utilizzo degli atleti di formazione italiana, il sindacato sostiene che “dimostra con chiarezza come consentire l'introduzione di uno straniero in più nei roster costituirebbe un rischio enorme per il futuro della nazionale”.

Le attuali regole, ricorda la Giba, sono state introdotte per garantire maggiore spazio ai giocatori italiani e favorirne la crescita: “Le regole in vigore sono state previste per consentire ai giocatori italiani di avere più spazio, crescere e migliorare. Senza di esse tanti atleti, oggi di vertice, non avrebbero mai avuto la chance di dimostrare il loro valore”.

Secondo il sindacato, “aumentare il numero dei non formati diminuirebbe ancora lo spazio per gli azzurri senza alcun vantaggio né in termini economici né in termini competitivi per il movimento”, con un richiamo al fatto che il calcio starebbe andando nella direzione opposta. Viene inoltre sottolineato il rischio di un indebolimento del legame tra campionato e pubblico: “Un campionato senza identità nazionale rischia inoltre di perdere il legame con il pubblico, con i territori e con le nuove generazioni che sognano di arrivare in Serie A.

Se i giovani vedono sempre meno spazio per gli italiani, quel sogno si spegne”.

Infine la Giba chiarisce che ogni eventuale decisione sull’eleggibilità non potrà riguardare la stagione 2026/2027 e annuncia che metterà a disposizione del presidente federale Gianni Petrucci statistiche, tabelle comparative e dati concreti a sostegno della propria posizione a tutela dei giocatori italiani.