Honda ha espresso soddisfazione per i progressi compiuti in termini di affidabilità della propria power unit durante il Gran Premio di Miami, pur riconoscendo che resta ancora molto lavoro da fare per ottimizzare le prestazioni complessive. L'evento statunitense ha segnato un momento significativo per Aston Martin, con entrambe le vetture che hanno tagliato il traguardo sia nella Sprint che nella gara principale di Formula 1, un risultato inedito per la stagione in corso.

Shintaro Orihara, general manager di Honda Racing Corporation, ha sottolineato l'efficacia degli sforzi congiunti tra Honda e Aston Martin nella riduzione delle vibrazioni.

"Dopo il Gran Premio del Giappone, ho menzionato che HRC e Aston Martin hanno lavorato molto duramente per portare delle contromisure a Miami. Abbiamo confermato che funzionano bene e anche i piloti ci hanno dato commenti positivi. Questo è un buon progresso per Aston Martin e Honda", ha dichiarato Orihara. Ha aggiunto che, avendo completato le distanze di gara e Sprint senza problemi di affidabilità, l'attenzione può ora spostarsi sull'ottimizzazione delle impostazioni dei dati per la gestione dell'energia e la guidabilità. "C’è ancora molto da migliorare sulla nostra power unit. Questo è il prossimo passo per noi", ha ribadito.

Affidabilità raggiunta, ma la strada è lunga

Il miglioramento dell'affidabilità è stato ampiamente confermato dai piloti.

Fernando Alonso, dopo le qualifiche, ha evidenziato: "L’affidabilità e le vibrazioni sono molto migliori rispetto a prima. Questo è l’aspetto più positivo del weekend. Possiamo dire che abbiamo risolto quel problema perché la macchina ora si comporta normalmente. Nessun problema per finire la gara, nessuna preoccupazione di affidabilità." Al termine della corsa, Alonso ha confermato di non aver avvertito vibrazioni, mentre Lance Stroll ha riportato di averne percepite "meno" rispetto alle precedenti uscite.

Nonostante questi progressi significativi, Aston Martin non ha introdotto aggiornamenti aerodinamici rilevanti a Miami, una scelta che la distingue da molti altri team sulla griglia. Mike Krack, chief trackside officer della squadra, ha spiegato che i miglioramenti si sono concentrati principalmente su affidabilità e guidabilità.

"Abbiamo già visto aggiornamenti sostanziali su questi aspetti e dobbiamo continuare su questa linea", ha affermato Krack, aggiungendo però che "dobbiamo riconoscere che c’è ancora un grande divario da colmare e non sarà il lavoro di una settimana."

Contesto stagionale e sfide future

La stagione di Aston Martin era iniziata con notevoli difficoltà, caratterizzate da persistenti problemi di vibrazioni che avevano compromesso le batterie e portato a diversi ritiri nelle prime gare. Un intenso lavoro di analisi e sviluppo, svolto in Giappone durante una pausa di cinque settimane, ha portato a un sensibile miglioramento a Miami. Tuttavia, le prestazioni in pista rimangono un punto critico: Alonso e Stroll si sono qualificati rispettivamente diciottesimo e diciannovesimo, con un distacco di oltre un secondo dal taglio della Q2.

Anche in gara, la squadra ha concluso lontana dalla zona punti.

Fernando Alonso ha espresso una visione pragmatica riguardo agli sviluppi futuri, indicando che, senza aggiornamenti sostanziali, non si attendono svolte prima della pausa estiva. "Il team mi ha spiegato che siamo P20 o P19 e la macchina davanti è un secondo più veloce, quindi anche se migliorassimo di due decimi a gara, non cambierebbe la nostra posizione. Meglio non sprecare risorse finché non avremo un miglioramento di almeno un secondo e mezzo o due", ha dichiarato il pilota spagnolo. Questa strategia è stata confermata da Mike Krack, il quale ha ribadito la necessità di ottimizzare il pacchetto attuale della AMR26 prima di considerare nuovi sviluppi significativi.