Un cedimento fisico evidente ha colpito Jannik Sinner al Roland Garros, a un passo dalla vittoria. L'episodio ha suscitato commenti da parte di esperti, tra cui Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell’Università Statale di Milano. Secondo Pregliasco, l’organismo di Sinner, dopo mesi di impegni ai massimi livelli, ha lanciato un segnale inequivocabile: la necessità di fermarsi e recuperare.

Il numero uno del tennis mondiale ha raccontato: “Ero senza energie e non trovavo la via d’uscita”.

Pregliasco ha evidenziato che sintomi come vertigini, nausea e improvvisa perdita di energie sono compatibili con una situazione multifattoriale. Hanno potuto incidere l'affaticamento accumulato, il recupero incompleto, lo stress agonistico, alterazioni del sonno, condizioni ambientali e possibili fattori metabolici o infettivi. “È sbagliato parlare di colpe”, ha aggiunto l'esperto.

Il sottile confine tra eccellenza e sovraccarico

L'esperto ha evidenziato che, ai vertici dell'eccellenza sportiva, il margine tra prestazione straordinaria e sovraccarico fisiologico è molto sottile. “Non parlerei di errore né di responsabilità individuali”, ha ribadito Pregliasco, “piuttosto di un organismo che ha lanciato un segnale inequivocabile: la necessità di fermarsi e recuperare”.

Lo sport professionistico moderno impone ritmi intensi. La vera sfida non è solo vincere, ma anche la preservazione della salute degli atleti nel lungo periodo.

Le cause del malore: l'ipotesi del colpo di calore

Il crollo di Jannik Sinner è stato probabilmente innescato da un colpo di calore. Un'analisi ha spiegato che il corpo, al limite, attiva un sistema di autoprotezione che abbassa la temperatura corporea, ma può provocare crampi, sofferenza gastrointestinale e spossatezza. La situazione è stata aggravata dal fatto che Sinner aveva dormito male e si era svegliato già in condizioni precarie, abbassando ulteriormente la sua soglia di resistenza. Giocare a mezzogiorno, con Parigi in allerta gialla per il gran caldo, ha contribuito a peggiorare il quadro.