Il Giro d'Italia di ciclismo ha vissuto una giornata pirotecnica per la vittoria di tappa, ma interlocutoria per la classifica generale nella frazione disegnata sui muri marchigiani. La corsa è stata condotta a velocità folli dall'inizio alla fine e solo verso metà tappa si è delineata una fuga a tre che ha poi portato al successo, il secondo personale, di Jhonatan Narvaez. Gli uomini di classifica sono rimasti prudenti, in attesa dell'arrivo in salita di domani a Corno alle Scale, ma nel finale Vingegaard e Hindley hanno sfilacciato il gruppo staccando gli avversari.
Hindley 'sveglia' il gruppo Maglia Rosa 🔥👚
L’australiano attacca negli ultimi 100m precedendo Vingegaard: i due guadagnano due secondi nella generale su un ottimo Eulalio 👀#GirodItalia #EurosportCiclismo pic.twitter.com/COcNdj4RrA
— Eurosport IT (@Eurosport_IT) May 16, 2026Battaglia a 50 all'ora per lanciare la fuga
L'ottava tappa del Giro d'Italia ha proposto un percorso diviso sostanzialmente in due, con una prima parte pianeggiante sull'Adriatico e una seconda nell'entroterra con i muri marchigiani, un territorio che è stato esplorato spesso dalla Tirreno Adriatico producendo sempre degli spettacoli interessanti.
La corsa è partita a tutta velocità, con Bettiol e Ganna lanciati in fuga. I due italiani hanno imposto un passo notevole, ma dal gruppo sono partiti altri attacchi a ripetizione che alla fine hanno portato all'annullamento della fuga.
Dopo metà corsa volata sul filo dei 50 di media, con scatti e inseguimenti senza sosta, si è finalmente delineata un'azione a tre, con la coppia della UAE formata da Jhonatan Narvaez e Mikkel Bjerg, in compagnia del norvegese Andreas Leknessund. Il terzetto è riuscito a sganciarsi poco prima dell'inizio delle salite, in un tratto spazzato da un forte vento, in cui il gruppo si è spezzato e poi ricomposto.
La corsa non si è però placata e dal gruppo è uscito un altro plotoncino di una ventina di unità, con anche Scaroni, Garofoli e Milesi. Mentre i tre hanno viaggiato di comune accordo, grazie anche al gran lavoro di Bjerg, il gruppo inseguitore non ha trovato un accordo efficace. Gli uomini di classifica hanno tirato i remi in barca a questo punto, consegnando la tappa ai fuggitivi.
Eulàlio scatta all'ultimo chilometro
Il terzetto al comando ha così avuto buon gioco nell'ultima parte di corsa e Narvaez ha approfittato della salita di Capodarco per sbarazzarsi di Leknessund e involarsi verso una nuova vittoria. L'ecuadoriano ha superato anche il muro finale di Fermo per conquistare il secondo successo personale, terzo della UAE che ha così ribaltato una corsa che dopo due giorni sembrava compromessa.
Leknessund ha difeso il secondo posto e la Uno X ha confezionato un ragguardevole doppio podio grazie al terzo di Tjotta, arrivato davanti a Silva, Milesi e Scaroni.
Nel gruppo la corsa si è riaccesa all'ultimo km grazie ad un imprevedibile scatto della maglia rosa Eulàlio, sempre molto esuberante nella sua interpretazione della corsa.
Il portoghese ha però pagato lo sforzo e nel finale è stato Hindley a rilanciare con forza braccato da Vingegaard. I due hanno sfilacciato il gruppo, guadagnando un paio di secondi su Pellizzari, Gall e la maglia rosa.
La classifica generale vede ora Eulàlio al comando con 3'15'' su Vingegaard e 3'34'' su Gall.