Il direttore sportivo del Como, Carlalberto Ludi, ha tracciato oggi a Palazzo Pirelli un bilancio prudente ma al contempo fiducioso sul futuro del club. Pur riconoscendo che la conquista dello scudetto “non fa ancora per noi”, Ludi ha espresso un chiaro ottimismo, affermando di avere “la fortuna di lavorare in un club dove, tra la fine di una stagione e l’inizio della successiva, possiamo sempre dire che il bello deve ancora venire”. Questa dichiarazione evidenzia una visione di crescita costante e un’ambizione ben radicata nel progetto societario.

Programmazione estiva e sfide internazionali

La programmazione estiva del club è già in fase avanzata. Ludi ha annunciato che il ritiro estivo si terrà a Mozzate, con inizio fissato per il 16 luglio. Tra gli appuntamenti di spicco, spicca l’amichevole di prestigio in programma il 16 agosto ad Anfield contro il Liverpool, un’occasione significativa per il Como di confrontarsi con una realtà calcistica di livello internazionale. È inoltre in fase di definizione la seconda edizione della Como Cup, un torneo che vedrà la partecipazione di squadre di calibro internazionale come Alula, Crystal Palace, Famalicao, Lens e Villarreal, confermando l’apertura del club a sfide di respiro globale.

Equilibrio tra ambizione e sostenibilità

Pur riconoscendo i limiti attuali, il direttore sportivo Ludi ha voluto mettere in risalto la crescita e la solidità del progetto Como. L’affermazione “il bello deve ancora venire” non è un semplice auspicio, ma si configura come un chiaro segnale di fiducia nella robustezza della pianificazione e nella capacità del club di costruire un futuro ambizioso ma sostenibile. Questa filosofia riflette l’impegno a progredire passo dopo passo, consolidando le basi per successi futuri e una stabilità duratura.

Strategia di crescita e investimento sui giovani

In un’intervista precedente, risalente al 29 aprile 2026, il direttore sportivo Ludi aveva già affrontato in dettaglio la questione della composizione della rosa, caratterizzata da una prevalenza di giocatori stranieri.

In quell’occasione, aveva spiegato che il Como sta “investendo in maniera concreta su professionisti di giovane età per la prima squadra”, specificando che non sono stati inseriti giocatori provenienti direttamente da settori giovanili stranieri nella rosa principale. Questo approccio metodico evidenzia una precisa volontà di costruire un’identità interna e sostenibile per il club, privilegiando uno sviluppo organico e mirato.

Il progetto Como si fonda, dunque, su una visione a lungo termine che sa coniugare ambizione e pragmatismo. L’obiettivo è puntare decisamente sui giovani talenti e su una crescita strutturata, senza però rinunciare a misurarsi con sfide internazionali di grande prestigio, delineando un percorso di sviluppo equilibrato e proiettato verso il futuro del calcio.