La Suprema Corte ha concesso a Bernie Ecclestone, Formula One Management (FOM) e alla Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) il permesso di presentare ricorso contro la decisione che aveva autorizzato Felipe Massa a proseguire la sua causa per presunta cospirazione relativa al Campionato del Mondo di Formula 1 del 2008. Questa importante svolta permette agli imputati di rivolgersi direttamente al massimo grado di giudizio, “saltando” la Corte d’Appello.
La controversia affonda le radici nel celebre scandalo del “Crashgate”, avvenuto durante il Gran Premio di Singapore del 2008.
In quell’occasione, Nelson Piquet Jr. fu protagonista di un incidente deliberato mentre Massa era in testa alla gara. L’episodio ebbe un impatto decisivo sulla corsa del pilota brasiliano, che alla fine perse il titolo mondiale per un solo punto a favore di Lewis Hamilton. Massa sostiene che FIA, FOM ed Ecclestone – all’epoca a capo della FOM – abbiano cospirato per impedirgli di conquistare il titolo, chiedendo un risarcimento che si avvicina ai 64 milioni di sterline.
Le tappe giudiziarie e le richieste di Massa
Il percorso legale ha visto, nel novembre 2025, l’Alta Corte di Londra autorizzare Massa a procedere con la richiesta di danni per cospirazione tramite mezzi illeciti. Tuttavia, la stessa Corte aveva respinto la sua domanda di riconoscimento formale del titolo mondiale 2008.
Successivamente, a marzo, i giudici avevano imposto a FIA, FOM ed Ecclestone il pagamento di 250.000 sterline a Massa, a copertura delle spese processuali relative a istanze precedenti.
Felipe Massa ha ribadito la sua determinazione in una dichiarazione: “La verità prevarrà al processo. Non lasceremo nulla di intentato. Sono più determinato e fiducioso che mai. Giustizia sarà fatta. Per me, per i brasiliani, per i tifosi, per tutti gli appassionati di motorsport che meritano uno sport onesto e per il futuro della Formula 1”. Ha inoltre aggiunto: “Voglio ringraziare il mio eccezionale team legale, la mia famiglia e Dio, che ci ha guidati e non mi ha mai fatto perdere la fede. Insieme porteremo questa battaglia fino in fondo”.
L’appello alla Suprema Corte: un punto di svolta
La concessione dell’appello alla Suprema Corte offre ora agli imputati la possibilità di chiedere l’annullamento della causa principale, incentrata sulla presunta cospirazione. Gli avvocati di Massa sostengono che Ecclestone fosse a conoscenza della natura dolosa dell’incidente e che, insieme alla FIA, non abbia condotto un’indagine adeguata sull’accaduto. Questo sviluppo rappresenta un nuovo e cruciale capitolo in una vicenda che continua a tenere banco nel mondo della Formula 1.
Il contesto del “Crashgate” e le sue implicazioni
Il “Crashgate” del 2008 è un episodio chiave: la scuderia Renault avrebbe orchestrato un incidente per favorire la vittoria di Fernando Alonso, compromettendo irrimediabilmente la gara di Massa, che concluse tredicesimo.
L’anno successivo, Nelson Piquet Jr. rivelò pubblicamente di aver agito su precise istruzioni dei suoi superiori. Sebbene la richiesta di Massa di essere riconosciuto campione sia stata respinta, la possibilità di ottenere un risarcimento economico rimane aperta. Il procedimento davanti alla Suprema Corte potrebbe, dunque, rappresentare un punto di svolta definitivo per l’intera vicenda, che continua a suscitare grande attenzione tra gli appassionati e gli addetti ai lavori.