Intervenuto alla trasmissione Un giorno da pecora su Rai Radio 1, il ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi è tornato sul tema dell’elezione del presidente della FIGC, in programma il prossimo 22 giugno, tracciando anche alcune considerazioni più ampie sul sistema delle riforme nello sport italiano.

"Io sono felice di non votare, voterei per chiunque mi garantisca una discontinuità non preoccupandosi solo di raccogliere consenso ma di fare le riforme. Quello che va fatto è tutto sul tavolo e quello che conta è quello che si riuscirà a fare".

Nel corso dell’intervista, Abodi ha poi commentato anche il rapporto con il candidato Giovanni Malagò, sottolineando di non avere questioni personali in gioco: "Non ho nessun problema con le persone. Sono sincero e credo che nel ruolo ho il diritto e il dovere di dire qualcosa. Lui è diventato presidente del Coni anche grazie al supporto di tanti amici".

Il ministro è tornato anche sulla precedente elezione federale, ricordando la propria esperienza e la mancata vittoria: "Per me quella in Figc è stata una sconfitta vincente visto che oggi faccio il ministro", ha affermato, riferendosi alla sfida persa contro Carlo Tavecchio.

Infine, Abodi ha affrontato il tema della norma sul pantouflage e del ruolo dell’Anac nel controllo delle procedure, ribadendo la necessità di chiarezza istituzionale nel processo elettorale: "Spero che allo scrutinio finale chi prenderà più voti sarà il presidente senza ricorsi", ha concluso.