Nel ciclismo professionistico, i controlli antidoping a sorpresa sono una routine sacra e rigorosa. Agenti che bussano all'alba, protocolli rigidi e la massima serietà. Ma cosa succede se un ispettore si presenta alla porta alle sei del mattino e a stingergli la mano trova un White Walker di Game of Thrones, decisamente brillo e reduce da una notte di festa?

Questo non è l'incipit di una serie fantasy, ma il clamoroso e divertentissimo aneddoto raccontato da Tom Dumoulin. L'ex campione olandese, vincitore del Giro d'Italia 2017, ha svelato un retroscena risalente al 2016, l'anno in cui la sua vita – e la sua popolarità – stavano definitivamente cambiando.

Notte da leoni a Maastricht

Siamo nel pieno del Carnaval, una festività amatissima e sentitissima nel sud dei Paesi Bassi, in particolare nella sua Maastricht. Dumoulin, che all'epoca correva per la Giant-Alpecin ed era già una stella del gruppo, decide di staccare la spina per una sera e godersi la festa come un cittadino qualunque.

Per l'occasione decide di non badare a spese in fatto di travestimento: si maschera da Estraneo (White Walker), i terrificanti zombie di ghiaccio della celebre serie TV Game of Thrones. Il costume è perfetto, completato da un trucco facciale pesante e realistico. La serata scivola via tra birre, risate e parecchi bicchieri di troppo. Dumoulin torna a casa all'alba, decisamente ubriaco, e si mette a dormire senza nemmeno struccarsi, troppo stanco per farlo.

"Quel poveretto si è preso lo spavento della vita"

La sfortuna (o il destino comico) vuole che solo un'ora e mezza dopo il suo ritorno a letto, alle 6:00 del mattino, il campanello suoni insistentemente. È l'ispettore dell'agenzia antidoping per un controllo a sorpresa.

Dumoulin, ancora nel pieno dei fumi dell'alcol e nel caos più totale, si alza di scatto e va ad aprire la porta. Ha ancora addosso il costume, i capelli spettinati e, soprattutto, la faccia completamente dipinta di bianco e blu, con le sembianze del mostro della serie TV.

"Ho aperto la porta e quel povero cristo dell'ispettore si è preso lo spavento della vita! – ha raccontato ridendo Dumoulin – Si è trovato davanti questo mostro d'un bianco spettrale, con gli occhi cerchiati, che puzzava visibilmente di alcol.

È rimasto pietrificato per qualche secondo".

Un controllo... surreale

Superato lo shock iniziale, l'ispettore ha dovuto procedere con il protocollo. Immaginate la scena: uno dei cronoman più forti del pianeta, seduto al tavolo della cucina, che tenta di compilare i moduli e di riempire la provetta per il test delle urine mentre indossa le vesti di un re dei ghiacci e combatte contro i postumi di una sbronza colossale.

L'aneddoto, oltre a strappare una risata, mostra il lato più umano e genuino di un campione come Dumoulin, che nonostante le pressioni del ciclismo d'élite non ha mai rinunciato a essere se stesso. Chissà cosa avrà scritto l'ispettore nel suo rapporto ufficiale alla voce: "Condizioni del corridore al momento del prelievo".