Una frazione rimasta sotto controllo e un finale thrilling hanno regalato spettacolo nella seconda tappa del Giro di Svizzera, con partenza e arrivo a Locarno. Al termine di una lunghissima e splendida fuga, a esultare sul traguardo è il talento francese Romain Grégoire (Groupama-FDJ), capace di regolare i compagni d'avventura in una volata ristretta. La fuga della prima ora è riuscita per pochissimi metri a resistere al prepotente ritorno del campione del mondo Tadej Pogačar e di Mathias Vacek, che avevano fatto saltare il banco nel gruppo principale lungo gli strappi finali.
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🇫🇷 Romain Grégoire (GFC) lève les bras sur cette deuxième étape en réglant ses compagnons d’échappée, menacés par un retour de 🇸🇮 Tadej Pogacar (UAD). pic.twitter.com/KYcVb2mSsY
— Renaud Breban (@RenaudB31) June 18, 2026Una fuga di altissimo livello infiamma la corsa
La tappa odierna, caratterizzata da un percorso mosso e da un finale molto tecnico con due strappi ravvicinati nei chilometri conclusivi attorno a Locarno, ha invitato gli attaccanti a muoversi sin dalle battute iniziali. Dopo una serie di scatti e controscatti, si è formato al comando un drappello di altissimo profilo comprendente tra gli altri anche il francese Romain Grégoire, il portoghese Afonso Eulálio, l'italiano Filippo Zana, lo spagnolo Marcel Camprubí, l'olandese Bart Lemmen, il belga Emiel Verstrynge e il britannico Finlay Pickering.
Il gruppo dei battistrada ha trovato un accordo perfetto, accumulando un vantaggio solido e costringendo il plotone principale a un inseguimento ad altissima velocità.
La UAE controlla, Pogačar si traveste da gregario
Nel gruppo dei migliori è stata la UAE Team Emirates a prendere in mano le redini della corsa. Nel finale, però, si è assistito a una dinamica tattica a sorpresa: il campione del mondo Tadej Pogačar si è messo totalmente a disposizione della squadra, correndo nelle insolite vesti di gregario di lusso con l'obiettivo di favorire il compagno di squadra Jhonatan Narváez, considerato l'uomo perfetto per un arrivo così esplosivo.
Sull'ultimo strappo di giornata, la testa della corsa si è selezionata sotto la spinta di Grégoire e Lemmen, lasciando sei uomini a giocarsi il successo.
Dietro, Pogačar ha rotto gli indugi e ha forzato l'andatura in prima persona per andare a chiudere il gap. L'accelerazione devastante dell'iridato ha letteralmente spezzettato il gruppo dei big, ma ha prodotto un effetto inaspettato: Narváez non è riuscito a tenere la ruota del proprio capitano, vedendo sfumare i sogni di gloria.
Il finale: il contropiede di Pogačar e Vacek non basta, esulta Grégoire
Rimasto solo e capito che la vittoria di squadra era ormai fuori portata, Pogačar ha continuato a spingere sull'acceleratore, trovando la collaborazione di un brillantissimo Mathias Vacek (Lidl-Trek). I due si sono lanciati in una cronocoppie nel tentativo di agguantare la testa della corsa nei restanti tratti in falsopiano verso il traguardo di Locarno.
Il ricongiungimento è mancato però per un soffio. I sei superstiti della fuga sono entrati nell'ultimo chilometro con una manciata di secondi di vantaggio, sufficienti per iniziare a studiarsi in vista dello sprint. Romain Grégoire ha dimostrato di avere una marcia in più: il francese ha piazzato una progressione micidiale, saltando gli avversari e andando a vincere davanti a Marcel Camprubí (2°) e allo stesso Bart Lemmen (3°).
Appena dietro i fuggitivi, a pochissimi secondi, Vacek e Pogačar hanno tagliato il traguardo, masticando amaro per una rimonta che, con un chilometro in più a disposizione, sarebbe probabilmente andata a segno.