Presentato ufficialmente come nuovo allenatore del Bologna, Domenico Tedesco ha raccontato come una recente intervista si sia trasformata in una sorta di anticipazione del suo futuro in rossoblù. "L'intervista rilasciata alla Gazzetta quando ancora non avevo contatti con il Bologna si è rivelata profetica", ha spiegato il tecnico.
All'inizio dell'anno, parlando delle sue passioni musicali, Tedesco aveva indicato Lucio Dalla come il suo artista preferito: "E non vedo l'ora di sentire l''Anno che verrà' al Dall'Ara. Ma anche Cesare Cremonini". Un riferimento non casuale, considerato che il Bologna era già entrato nel suo percorso professionale in passato.
L'allenatore ha infatti rivelato di essere stato contattato dal club emiliano due anni fa, nel periodo in cui si cercava il successore di Thiago Motta, destinato alla Juventus. "ma ero ct del Belgio - racconta - e non se ne fece nulla. Allora però ebbi contatti di un'onestà incredibile con i dirigenti. Di solito quando un club vuole un allenatore può raccontare qualche bugia. Il Bologna mi disse invece che avrebbe ceduto due giocatori (Zirkzee e Calafiori ndr) e avevano le idee chiare su come proseguire il progetto. Da allora il Bologna è rimasto nei miei pensieri e siamo rimasti in contatto e ora eccomi qua".
Tedesco eredita una squadra reduce da anni di crescita costante e intenzionata a consolidarsi ai vertici del calcio italiano.
"Motta e Italiano mi hanno lasciato calciatori migliorati e una strada da proseguire. Gli ultimi anni hanno dimostrato una crescita indiscutibile del Bologna come club e come squadra, con la qualificazione in Champions League e la vittoria della Coppa Italia e l'obiettivo è proseguire in questa crescita. Respiro già un feeling positivo e sono qui per ripagare la fiducia. Sono felice e orgoglioso. Questo è un club importante con una storia altrettanto importante".
Nel suo primo messaggio rivolto all'ambiente rossoblù, il tecnico ha puntato sul concetto di entusiasmo condiviso: "Il mio messaggio per tutti è uno: divertiamoci. E' un messaggio che vale per i tifosi allo stadio e per regalare loro divertimento dovremo divertirci noi in campo: in allenamento e in partita.
Per riuscirci serviranno concentrazione e intensità. È presto per parlare di Europa, non dobbiamo pensarci ora, ma arrivo in un club ambizioso che ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni e che ha un'ottima base di gruppo. So che nel calcio non c'è tempo. Cercherò di portare la mia idea di calcio di possesso, offensivo".
Parlando della costruzione della rosa, Tedesco ha spiegato di preferire un gruppo numericamente contenuto ma coinvolto in ogni reparto: "Quando si gioca in Europa servono rotazioni allungate, ma l'anno prossimo potremo lavorare diversamente: penso a un gruppo da circa 20 giocatori più i portieri, in cui tutti possano giocare ed essere coinvolti".
Inevitabile anche un passaggio sul mercato e sui principali talenti della squadra, tra cui Rowe e Castro.
"la società conosce bene la rosa e i singoli giocatori - argomenta Tedesco -. È importante che tutto venga discusso all'interno. Chiaro che sono giocatori importanti, ma vedremo. È importante la tempistica perché fa parte del calcio che a volte succedano degli imprevisti. Io comunque sono fiducioso e rilassato".
Infine, l'allenatore ha affrontato il tema dei rinnovi contrattuali di alcuni elementi chiave. "Orsolini vorrei diventasse la bandiera. Freuler? Dovessimo sentirci parleremmo anche della sua situazione. Raimondo? Gli 11 gol con il Frosinone della scorsa stagione sono un bel biglietto da visita, vorrei vederlo in ritiro. I giovani assicurano crescita".