La quinta vittoria di Tadej Pogačar al Tour de France ha scatenato un acceso dibattito nel mondo del ciclismo. Ufficialmente, lo sloveno ha raggiunto quota cinque vittorie, inserendosi nel club d'élite che comprende Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain. Ma a riaccendere la miccia è stato Lance Armstrong.

Nel suo podcast THEMOVE, il texano – a cui sono stati revocati i 7 successi consecutivi (1999-2005) per la nota vicenda doping – ha rivendicato che il vero punto di riferimento rimanga quota sette: "Pogačar sa benissimo qual è il vero record e quale numero deve raggiungere per fare la storia, per questo non si fermerà qui".

Incalzato in conferenza stampa, Pogačar ha preferito smorzare la polemica: "Non inseguo i record, voglio solo portare la maglia gialla a Parigi".

Se Merckx e Hinault hanno già incoronato lo sloveno pronosticando che il record condiviso a quota cinque è destinato a cadere a breve, l'intervento più netto è arrivato da Greg LeMond.

LeMond a L’Équipe: "Talenti non paragonabili"

Presente a Parigi per la passerella finale del Tour, il tre volte vincitore americano (1986, 1989, 1990) si è detto convinto che Pogačar vincerà "almeno sette Tour de France". Ma quando il giornalista de L'Équipe ha accostato questo traguardo al nome di Armstrong, LeMond ha stroncato il paragone senza mezzi termini:

"Lance non c’entra assolutamente nulla con Tadej.

Armstrong non aveva il suo talento: lo ha 'trovato' improvvisamente a 28 anni". Il riferimento di LeMond punta dritto alla natura dei successi e alle caratteristiche fisiche innate dei due corridori: da un lato uno sloveno esploso giovanissimo e dominante fin dalle prime categorie, dall'altro una trasformazione radicale arrivata in età matura in un'era ormai segnata dal doping sistematico.

Fisiologia, VO2 Max e il confronto con Merckx

Per spiegare il divario tra i due, il campione statunitense è sceso nei dettagli fisiologici: "Tutti oggi parlano di watt, ma alcune persone nascono con un VO2 Max naturalmente altissimo. Non si può paragonare un fenomeno naturale a un ragazzo con un VO2 Max basso che poi vince sette Tour.

Di tanto in tanto, tra milioni di persone, nasce un atleta con quel 3% o 4% in più di capacità aerobica: sembra poco, ma al Tour de France fa tutta la differenza del mondo".

Un’analisi che porta LeMond a spingersi persino oltre la leggenda del Cannibale: "Credo che Tadej sia ormai leggermente sopra Eddy Merckx. Quando raggiungi un livello di dominio simile, per gli altri diventa quasi impossibile competere".