Antonio Conte ha ribadito con fermezza la sua posizione riguardo alla nomina del nuovo commissario tecnico della Nazionale. Il tecnico ha sottolineato l'esigenza di un progetto chiaro e condiviso, un accordo "senza se e senza ma", che coinvolga pienamente entrambe le parti. Per Conte, la decisione non può prescindere da una visione comune e da un impegno reciproco, considerati elementi imprescindibili per accettare l’incarico.

Il contesto federale e la ricerca del CT

Le dichiarazioni di Conte giungono in un momento cruciale per la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), impegnata nella scelta del successore di Gattuso dopo l’interregno di Silvio Baldini.

Il presidente Giovanni Malagò ha già avviato una nuova fase organizzativa, nominando Paolo Maldini come direttore tecnico e Leonardo nel ruolo di advisor. Queste figure avranno un ruolo chiave nel processo di selezione del nuovo CT.

Tra i candidati più accreditati per la panchina azzurra figurano Roberto Mancini e lo stesso Antonio Conte, sebbene non si escluda l’ipotesi di un profilo alternativo. Malagò ha inoltre evidenziato la necessità di valutare attentamente il budget a disposizione prima di prendere una decisione definitiva, un fattore che influenzerà la scelta finale.

Conte ha chiarito in modo inequivocabile che la sua eventuale disponibilità è strettamente legata all'esistenza di un progetto concreto e condiviso.

La sua espressione "serve un progetto senza se e senza ma, da tutte e due le parti" rimarca che non è sufficiente un semplice accordo formale, ma è indispensabile un impegno chiaro e reciproco tra lui e la Federazione. Questa richiesta sottolinea la sua visione di una collaborazione profonda, dove responsabilità e direzione strategica siano pienamente condivise. Solo con una base solida e unanime si potranno raggiungere risultati duraturi e significativi per la Nazionale, rendendo il progetto condiviso e l'impegno reciproco elementi non negoziabili per intraprendere un percorso alla guida della squadra azzurra.