Un misto di lucido orgoglio e l'inconfondibile fame di vittoria che lo contraddistingue. Al termine dell'estenuante tappa 20 con arrivo sull'Alpe d'Huez, Remco Evenepoel si appresta a sfilare sui Campi Elisi con la certezza del secondo posto nella classifica generale del Tour de France 2026, alle spalle del solo dominatore Tadej Pogačar.

Eppure, a caldo subito dopo il traguardo, sul volto del campione olimpico e leader della RedBull traspariva un pizzico di amaro in bocca per un successo di tappa accarezzato e sfuggito per un soffio.

Il colpo mancato nel finale: "Mancavano due chilometri"

Mentre la fuga da lontano premiava la tenacia di Richard Carapaz e la UAE Team Emirates gestiva l'ascesa scortando Isaac Del Toro al terzo posto della generale, Evenepoel ha tentato la stoccata nel finale. Approfittando del disinteresse di Pogačar — concentrato unicamente a scortare il compagno di squadra messicano — il belga ha dato tutto negli ultimi chilometri, staccando il gruppo Maglia Gialla e superando uno sfortunato Sepp Kuss.

L'inseguimento a Carapaz si è però fermato a soli 26 secondi dal vincitore:

"A causa della mia mentalità vincente, nell'immediato c'è un po' di delusione," ha ammesso Remco con un sorriso amaro appena tagliato il traguardo.

"Tra mezz'ora probabilmente mi passerà. La salita avrebbe dovuto essere più lunga di due chilometri per riprenderlo... Oggi ho avuto davvero una bellissima giornata."

Un 2° posto che scaccia i dubbi: "Non tutti possono dirlo"

Con il passare dei minuti, il rammarico per il successo parziale lascia spazio alla consapevolezza di aver compiuto un'impresa straordinaria lungo le tre settimane di gara. In un'era dominata dal duello Pogačar-Vingegaard, inserirsi a questo livello rappresenta una sentenza definitiva sulle sue qualità nelle tre settimane.

"Arrivare secondo al Tour è bellissimo. È stato difficilissimo raggiungere questo livello, ma con la pazienza necessaria e il grande lavoro fatto dietro le quinte ce l'abbiamo fatta.

Ne sono felicissimo."

Per il fuoriclasse belga si tratta di un vero e proprio macigno tolto dalle spalle, la risposta ideale a chi sollevava dubbi sulla sua tenuta nei grandi giri:

"Questa è anche la prova che l'incredulità nei miei confronti era del tutto ingiustificata. Arrivare secondo al Tour non è qualcosa che tutti possono dire di aver fatto, specialmente guardando gli ultimi anni. Sono davvero orgoglioso, soprattutto dopo tutto il lavoro svolto dalla squadra e da chi mi sta vicino: mia moglie Oumi, la mia famiglia, i miei genitori..."

Sguardo a Parigi, tra passerella e sprint finale

Con la classifica generale oramai blindata e il podio di Parigi pronto ad accoglierlo sul secondo gradino, Evenepoel non chiude del tutto la porta a un ultimo squillo nella passerella conclusiva sui Campi Elisi, pur promettendo festeggiamenti meritati:

"È fantastico. Domani a Parigi c'è ancora un bel traguardo su cui cercare di fare bene."