Un finale da cannibale per riprendersi lo scettro. Tadej Pogačar vince la terza tappa del Tour de France 2026, firmando una volata magistrale sulla salita di Les Angles. Dopo il regalo della vigilia al compagno di squadra Isaac Del Toro a Barcellona, il campione del mondo ha voluto mettere il proprio sigillo personale non appena la strada ha cominciato a salire, completando il perfetto lavoro della sua UAE Team Emirates e respingendo l'assalto del grande rivale Jonas Vingegaard.

Grazie a questo successo, lo sloveno indossa la maglia gialla: in classifica generale è a pari tempo con il danese della Visma-Lease a Bike, ma passa al comando per via dei millesimi registrati nella cronosquadre d'apertura.

Caldo torrido e una battaglia infinita per la fuga

La terza frazione ha segnato l'addio alla Spagna e il ritorno della carovana in territorio francese, proponendo un percorso di media montagna, caratterizzato dal Col de Toses (1ª categoria) e da altre due ascese di 3ª categoria. A rendere tutto ancora più epico e logorante ci ha pensato un caldo a tratti asfissiante, che ha messo a dura prova il gruppo sin dai primi chilometri.

L'avvio di gara è stato a dir poco frenetico. Per oltre sessanta chilometri il plotone ha viaggiato a medie altissime, annullando ogni singolo tentativo di attacco. Soltanto dopo un'ora e mezza di autentica battaglia è riuscito a sganciarsi un folto drappello di diciotto corridori.

Tra i battistrada nomi di assoluto livello come Luke Plapp, George Bennett, Mauro Schmid, Alex Baudin, Nicolas Prodhomme e Mads Pedersen, con quest'ultimo abilissimo a fare bottino pieno al traguardo volante in ottica maglia verde.

La UAE Team Emirates prende in mano la corsa

Se in un primo momento la Visma-Lease a Bike ha lasciato fare, gestendo il distacco dei battistrada senza affanni, a metà gara lo scenario è cambiato radicalmente. Gli uomini della UAE Team Emirates si sono portati in blocco in testa al plotone, imprimendo un ritmo forsennato che ha palesato fin da subito le intenzioni bellicose di Pogačar.

Sotto la spinta della corazzata emiratina, il vantaggio della fuga si è progressivamente sciolto.

Lungo le pendenze del Col de Calvaire, davanti sono rimasti i soli Baudin e Prodhomme, ma la rincorsa del gruppo non ha lasciato loro scampo, riassorbendoli prima delle fasi calde del finale.

Del Toro perfetto regista, lo sprint di Pogačar è irresistibile

Dopo una fase di approccio molto lineare e senza scossoni, la corsa si è decisa – come da copione – sui 1.600 metri della salita finale verso il traguardo di Les Angles. A quel punto è salito in cattedra un monumentale Isaac Del Toro: il giovane messicano, vincitore ventiquattr'ore prima, si è trasformato in un perfetto ultimo uomo, prendendo la testa del gruppo negli ultimi mille metri e imponendo un'andatura tale da asfissiare qualsiasi tentativo di scatto secco.

Ai -200 metri si è scatenato Pogačar. Il campione del mondo ha lanciato uno sprint di pura potenza che non ha ammesso repliche, togliendosi agilmente tutti di ruota. Jonas Vingegaard ha provato a limitare i danni chiudendo al secondo posto a 2'' dallo sloveno, precedendo sul traguardo Richard Carapaz e il giovane talento Paul Seixas. Poco più indietro, a 4'', il resto dei migliori guidato da Evenepoel, Ayuso, Lipowitz e dallo stesso Del Toro.

Il Tour de France 2026 ha appena superato il confine, ma il duello tra i due giganti Pogačar e Vingegaard è già infuocato. E da oggi, a guidare le danze, c'è la maglia gialla del campione del mondo.

La classifica generale vede Pogacar e Vingegaard in testa a pari tempo, ma con la maglia gialla allo sloveno grazie allo scarto dei centesimi nella cronosquadre d'apertura.