La Croazia ha vissuto un'uscita di scena estremamente amara dai Mondiali, vedendo svanire il sogno di proseguire il cammino dopo la sconfitta per 2-1 contro il Portogallo nei sedicesimi di finale. Il momento più drammatico e controverso si è verificato in pieno recupero: al 90'+13, il difensore Gvardiol è riuscito a insaccare il pallone in rete, un gol che avrebbe significato il pareggio e l'accesso ai tempi supplementari. Tuttavia, la gioia croata è stata bruscamente interrotta dall'intervento del VAR, che ha annullato la marcatura per un presunto tocco di Pasalic in posizione di fuorigioco.
Le immagini televisive disponibili non hanno fornito una chiarezza inequivocabile sul fatto che Matanovic abbia effettivamente deviato il pallone, rendendo l'intera azione estremamente discussa e lasciando un'ombra di forti dubbi sulla correttezza della decisione.
La scelta finale, presa dall’arbitro norvegese Eskas dopo un'attenta revisione dell’azione al monitor a bordo campo, ha scatenato un'ondata di proteste vibranti e prolungate da parte dei giocatori croati. Questi hanno contestato con veemenza la decisione arbitrale, ben consapevoli che l'annullamento di quella rete cruciale ha di fatto sancito la loro eliminazione dal prestigioso torneo mondiale, privandoli della possibilità di giocarsi la qualificazione ai supplementari.
Il contesto della partita e il gol della speranza
Il match si era mantenuto su un equilibrio precario e combattuto fino agli istanti finali del lungo recupero. Il Portogallo era in vantaggio per 2-1, grazie alle reti realizzate da Perisic, dal capitano Cristiano Ronaldo su calcio di rigore e da Gonçalo Ramos. Il gol del pareggio di Gvardiol, arrivato in un momento così avanzato della partita, avrebbe rappresentato un colpo di scena clamoroso, capace di ribaltare completamente le prospettive dell'incontro e di infondere nuova linfa e speranza alla formazione croata. L'intervento del VAR, tuttavia, ha spento sul nascere l'esultanza dei giocatori e dei tifosi, trasformando l'euforia in un profondo senso di rammarico e rabbia per una decisione che, ancora oggi, continua a essere oggetto di accese discussioni e perplessità nel mondo del calcio.
L'interpretazione tecnica del VAR e il dibattito
L'analisi tecnica che ha portato alla decisione del VAR si è basata sull'ipotesi che un attaccante croato avesse toccato il pallone prima che questo arrivasse a Pasalic. Secondo questa interpretazione specifica, tale contatto avrebbe generato una "nuova fase di gioco", e di conseguenza, avrebbe posizionato il centrocampista croato in una situazione di fuorigioco al momento del suo successivo coinvolgimento nell'azione che ha portato al gol. Questa lettura regolamentare, particolarmente stringente e dettagliata, ha innescato un acceso e vasto dibattito tra appassionati, esperti e addetti ai lavori. La vicenda ha messo in luce, ancora una volta, le intrinseche difficoltà e le sfide che si presentano nella valutazione di situazioni di gioco così marginali e complesse, dove l'interpretazione delle immagini e l'applicazione delle norme possono avere un impatto decisivo sull'esito di una competizione di tale portata.