Dopo quattro giorni di crono, battaglie e fughe, il Tour de France 2026 concede la prima, vera vetrina alle ruote veloci. Sullo storico traguardo di Pau, al termine dei 158 chilometri scattati da Lannemezan, a esultare è il ventiquattrenne olandese Olav Kooij. Al suo debutto assoluto alla Grande Boucle, lo sprinter della Decathlon ha finalizzato con un guizzo regale un finale caotico e ad altissima tensione, timbrando il successo più importante della sua giovane carriera.
La cronaca: la solitudine di Veistroffer e il controllo del plotone
Il disegno della quinta tappa era il più classico dei "giorni di transizione": un percorso pianeggiante e lineare, ideale per far respirare i big della classifica in vista delle imminenti vette pirenaiche.
Subito dopo il via si è concretizzata l'azione di giornata, caratterizzata dal coraggioso quanto solitario tentativo di Baptiste Veistroffer (Lotto Intermarchè).
Il corridore francese si è sobbarcato ben 140 chilometri di fuga solitaria. Dietro, tuttavia, le squadre dei velocisti non si sono lasciate sorprendere, gestendo il distacco con il cronometro in mano per andare a riassorbire il fuggitivo a 15 chilometri dalla conclusione.
Il caos nel finale: la caduta che spezza il gruppo
Quando i treni dei velocisti hanno iniziato a dispiegarsi a pieno organico per preparare lo sprint, la tensione è salita alle stelle. A circa sei chilometri dall'arrivo — dunque poco prima della zona di neutralizzazione dei tempi in caso di incidenti — una brutta caduta nella pancia del gruppo ha scompaginato i piani.
L'incidente ha visto finire a terra diversi uomini della Soudal Quick-Step, spezzando in due tronconi il plotone e rimescolando completamente le posizioni in testa. Nel caos generale, i treni più accreditati si sono disuniti, trasformando l'avvicinamento allo striscione d'arrivo in una vera e propria sfida di istinto e posizionamento.
La volata: Kooij è imperioso, battuto Kanter
In un finale senza padroni, Olav Kooij è stato il più lucido e abile dei top sprinter a muoversi autonomamente, battezzando la ruota giusta e imboccando il rettilineo d'arrivo nella posizione perfetta. L'olandese ha lanciato una volata di pura potenza, saltando con apparente facilità Max Kanter e andando a vincere a braccia alzate.
Kanter è riuscito a difendere la seconda piazza dall'ottimo ritorno di Tim Merlier, rimasto intrappolato dopo i rallentamenti della caduta. Quarta piazza per il giovane Artz, capace di anticipare un deluso Jasper Philipsen, che ha chiuso in quinta posizione senza mai riuscire a impensierire il vincitore di giornata.
La classifica: i big perdono 14", ma Træen conserva la Maglia Gialla
La caduta nei chilometri finali ha spezzato il gruppo lasciando indietro tutti gli uomini di classifica. Tadej Pogačar, Jonas Vingegaard, Remco Evenepoel, la stessa maglia gialla Torsten Træen e il giovane Seixas sono giunti al traguardo nel secondo troncone del gruppo, accusando un ritardo di 14" dal vincitore.
Trattandosi di un distacco collettivo, le gerarchie della corsa rimangono congelate: il norvegese Torsten Træen (Uno-X Mobility) conserva la maglia gialla alla vigilia del grande tappone pirenaico, mantenendo il comando della generale davanti all'americano Sean Quinn e al ceco Mathias Vacek.