È scomparso all'età di 86 anni Don Nelson, leggendario allenatore e giocatore NBA. La notizia del suo decesso, avvenuto oggi, 9 agosto 2026, è stata diffusa dalla famiglia, che ne ha confermato la dipartita.
Una carriera da record tra panchina e parquet
Don Nelson ha lasciato un'impronta indelebile nella storia del basket, sia come coach che come atleta. In trentuno stagioni alla guida di squadre di prestigio come i Milwaukee Bucks, i Golden State Warriors, i New York Knicks e i Dallas Mavericks, ha collezionato un impressionante bilancio di 1.335 vittorie e 1.063 sconfitte nella regular season.
Questo lo rende il secondo allenatore più vincente nella storia della NBA, superato solo da Gregg Popovich. La sua carriera da tecnico lo ha visto partecipare a diciotto edizioni dei playoff, con un totale di 75 vittorie e 91 sconfitte nella postseason.
Nelson è stato anche un giocatore di successo. Ha militato per undici stagioni nei Boston Celtics, dove ha conquistato ben cinque titoli NBA. A riconoscimento del suo contributo, i Celtics hanno ritirato la sua maglia numero 19 nel 1978. Complessivamente, la sua carriera da giocatore nella NBA è durata quattordici anni. Fu scelto al draft dai Chicago Zephyrs e giocò anche con i Lakers prima di affermarsi definitivamente con i Celtics.
L'eredità di un innovatore
Dopo il ritiro dal campo nel 1976, Don Nelson intraprese una brillante carriera come allenatore e dirigente. Con i Milwaukee Bucks, ottenne sette stagioni con almeno cinquanta vittorie e fu il primo coach a superare le mille vittorie in NBA. La sua visione innovativa lo portò a ricevere per due volte il premio di Allenatore dell'Anno con i Bucks (nel 1983 e nel 1985) e una volta con i Golden State Warriors. Presso i Warriors, Nelson è ricordato per aver introdotto stili di gioco rivoluzionari come lo “small ball” e il “Nellie Ball”, caratterizzati da un approccio rapido e dinamico al basket.
Il suo impatto si estese anche al ruolo dirigenziale. Fu vicepresidente della franchigia dei Golden State Warriors e, in qualità di general manager dei Dallas Mavericks, contribuì in modo significativo alla costruzione del nucleo della squadra che includeva stelle come Dirk Nowitzki e Steve Nash.
Un episodio notevole della sua carriera fu il tentativo, non andato a buon fine, di convincere la dirigenza dei New York Knicks a cedere Patrick Ewing per acquisire Shaquille O’Neal. La sua ultima esperienza in panchina fu con i Warriors, terminata nel 2010.
Nelson è stato inserito nella Hall of Fame dal 2012 e ha guidato la nazionale statunitense alla medaglia d’oro nel Mondiale di Toronto del 1994. La famiglia ha ricordato la sua figura non solo come professionista eccezionale, ma anche come pilastro affettivo, sottolineando il suo ruolo centrale di marito, padre, nonno e bisnonno.