A tre settimane dalla conclusione del suo primo, incredibile Tour de France — chiuso ai piedi del podio al 4° posto in classifica generale —, Paul Seixas è tornato ad attaccare il numero sulla schiena per una corsa non ufficiale, il Criterium di Etten-Leur. Accolto da star e da un entusiasmo travolgente, la grande speranza del ciclismo d'Oltralpe ha fatto il punto della situazione ai microfoni di WielerFlits, analizzando la gestione della pressione, il rapporto con Tadej Pogacar e spegnendo sul nascere le sirene di ciclomercato.
Il recupero e la gestione della pressione
Dopo le tre settimane transalpine, Seixas si è ritirato per qualche tempo lontano dai riflettori per ricaricare le batterie al fianco di amici e famiglia.
«Dopo il Tour ero completamente "svuotato"», ha confessato il diciannovenne. «Adesso mi sento di nuovo bene e ho persino la sensazione di aver guadagnato un po' di forza. Ora sto gradualmente pensando ai Campionati del Mondo, dove spero di mostrare ulteriori progressi.»
Balzato al centro della scena mediatica e indicato dalla stampa francese come il naturale erede per riportare la Maglia Gialla in patria, il classe 2006 ha dovuto imparare in fretta a gestire una popolarità travolgente:
«Ero nella mia bolla e pensavo solo a correre, pur rimanendo professionale con tutti.
La squadra mi ha protetto benissimo, ad esempio evitando che facessi interviste ogni giorno: non ho ancora l'esperienza degli altri leader per gestire quella fama. Più che sulle gambe, la fatica si è sentita sulla testa: rimanere teso e concentrato ogni giorno per tre settimane, sapendo che a ogni tappa puoi perdere tutto, è la cosa che mi è pesata di più.»
La sfida a Pogacar e la crescita personale
Mantenere la concentrazione per ventuno giorni gli ha comunque permesso di lottare per il podio fino all'ultima tappa, un risultato straordinario per un debuttante di 19 anni che ha tratto enorme insegnamento da questa esperienza.
«Pogacar veniva da un altro pianeta, è stato incredibilmente impressionante», ha aggiunto sorridendo.
«Ma fino a qualche anno fa lo guardavo in televisione; il fatto di poter essere uno dei suoi avversari oggi mi dà una motivazione enorme. Lavoro sodo per migliorare sempre di più e, un giorno, poter competere davvero ad armi pari contro di lui.»
Il futuro in Decathlon: «Nessun cambio di maglia»
Le sue prestazioni al Tour de France non sono ovviamente passate inosservate: nelle ultime settimane, i super-team del WorldTour (da UAE Team Emirates a Visma | Lease a Bike fino a Netcompany-INEOS) si sono mossi per sondare il terreno e provare a ingaggiarlo.
Seixas, tuttavia, ha voluto chiudere immediatamente ogni speculazione sul suo futuro a breve e medio termine:
«L'anno prossimo correrò "solo" per la Decathlon CMA CGM. Per me è una certezza assoluta, ho un contratto valido fino alla fine del 2027».