La Fifa ha annunciato il licenziamento di Kevin Lamour, il suo direttore operativo, a seguito delle sue pubbliche e accese critiche rivolte al presidente Gianni Infantino. Lamour aveva apertamente contestato il piano di Infantino di cedere agli investitori privati una quota significativa, pari al venti per cento, dei diritti commerciali legati ai Mondiali. Il dirigente aveva dichiarato di essersi sentito «ingannato» dalla gestione del progetto.

Le critiche e il licenziamento

Nelle scorse settimane, il dirigente francese aveva denunciato una mancanza di trasparenza nel progetto proposto da Infantino, definendolo un «progetto di una persona sola».

Lamour aveva sostenuto che i dipendenti meritavano «più del disprezzo e dell’intimidazione», aggiungendo con fermezza: «E, se questo significa che perderò il mio lavoro, che così sia. Almeno dormirò bene stanotte».

La decisione del licenziamento è stata comunicata ai membri del Consiglio Fifa, ai quali è stato riferito che «la decisione è stata presa dopo un’attenta valutazione e con grande rispetto per Kevin».

Il contesto delle tensioni interne

La posizione critica assunta da Lamour si inserisce in un periodo di forte tensione interna alla Fifa. Il piano di Infantino, che prevedeva la creazione di una società commerciale da venti miliardi di dollari con la cessione del venti per cento delle quote a investitori privati, aveva già suscitato notevoli opposizioni.

Tra i più illustri critici figurava Carlos Cordeiro, consigliere senior di Infantino, che aveva rassegnato le dimissioni definendo l’operazione «un cattivo affare per il calcio».

Lamour aveva precedentemente affermato che lo staff della Fifa si era sentito «ingannato» dalla mancanza di apertura nel progetto. Aveva inoltre sottolineato l'importanza che «non solo questo progetto non deve andare avanti… ma è giunto il momento che i leader politici del calcio si pongano le domande giuste e prendano le decisioni corrette».

Il controverso piano della Fifa

Il progetto di Gianni Infantino prevedeva l’istituzione di una nuova entità commerciale, denominata «FIFA Forward Enterprise». Questa avrebbe dovuto gestire i diritti commerciali dei Mondiali maschili e femminili, oltre che dei Mondiali per club.

L’iniziativa contemplava un investimento iniziale di venti miliardi di dollari e la riserva di una quota del venti per cento a investitori privati, tra i quali era menzionato un fondo guidato da Joshua Kushner.