La Juventus è alacremente impegnata per consegnare a Spalletti un nuovo portiere prima dell’inizio della stagione. L’urgenza è dettata dalla prestazione ritenuta insufficiente di Michele Di Gregorio nell’amichevole persa 2‑1 contro l’Inter in Australia. Nonostante le parole di difesa del tecnico – “è stato bravo… ha fatto ottimi interventi… forse il secondo gol si poteva parare… ma sono episodi che possono capitare” – l’amministratore delegato Giovanni Carnevali sta valutando attentamente le mosse sul mercato per il ruolo di estremo difensore bianconero.
Tra le opzioni concrete, spicca il nome di Zion Suzuki, portiere del Parma. La dirigenza bianconera valuta un prestito dai francesi del Paris Saint‑Germain, dove Suzuki potrebbe maturare esperienza e trovare minutaggio. Parallelamente, si considerano alternative come Guglielmo Vicario, in attesa che il Tottenham apra al prestito senza obblighi per il futuro, mantenendo così aperte diverse piste.
La priorità del mercato bianconero
La Juventus ha impresso un’accelerazione sul mercato per il ruolo di portiere, considerandolo una priorità assoluta insieme alla ricerca di un attaccante. La prova di Di Gregorio ha sollevato dubbi sulla sua affidabilità emotiva e tecnica, spingendo la società a cercare soluzioni più solide per la porta bianconera, al fine di garantire maggiore sicurezza.
Zion Suzuki: un investimento per il futuro
Zion Suzuki, ventitré anni, è visto come un profilo giovane e promettente, con ampi margini di crescita. La Juventus lo considera un investimento per il futuro, non una soluzione temporanea. Sebbene si monitori anche Guglielmo Vicario, più affermato, Suzuki rappresenta una scelta innovativa e di prospettiva per la porta bianconera, in linea con una strategia di ringiovanimento della rosa.
I contatti e le qualità tecniche
I contatti per Suzuki sono attivi: l’AD Carnevali e il dirigente Cherubini hanno discusso il tema il 23 luglio, confermando il portiere giapponese nella short list dei candidati principali. Vicario resta un’opzione concreta se la trattativa per Suzuki non si concretizzasse.
Suzuki piace molto a Spalletti per la sua capacità di giocare con i piedi, la precisione nei rilanci e la sicurezza nella costruzione dal basso, qualità ideali per il sistema di gioco del tecnico e fondamentali per la manovra della squadra.