Tensioni smorzate e massima concentrazione sulla corsa: Elisa Longo Borghini mette un punto fermo sulle indiscrezioni che hanno agitato la vigilia e i primi giorni del Tour de France Femmes in casa UAE Team L'IMAD. Al centro dei riflettori, il ruolo della rivelazione stagionale Paula Blasi, capace di conquistare quest'anno Vuelta e Amstel Gold Race, ma presentatasi al via dichiarando di essere a disposizione delle due leader designate, la stessa Longo Borghini e Dominika Wlodarczyk.

'I media si inventano storie'

Alla partenza della quinta tappa, la campionessa italiana di ciclismo ha voluto fare chiarezza con fermezza ed estrema franchezza di fronte ai microfoni della stampa, rigettando la ricostruzione di una squadra spaccata o di una Blasi relegata al semplice ruolo di domestique.

"Non è mai stata una gregaria, dai," ha dichiarato Longo Borghini con un velo di irritazione.

"Questo è quello che piace raccontare ai media. Spesso si inventano storie rendendole più grandi di quello che sono in realtà. Se si continua ad alimentare la narrazione, è ovvio che il fuoco cresca."

I numeri della prima settimana, del resto, confermano come la giovanissima spagnola sia pienamente in corsa per le posizioni di vertice: Blasi occupa attualmente la settima piazza in classifica generale, a soli 9 secondi da Longo Borghini e con un vantaggio di 47 secondi su Wlodarczyk. Una situazione tattica che il team intende sfruttare a proprio favore, mantenendo una tripla opzione per la classifica.

"La gara mostrerà chi è la più forte," ha proseguito Elisa Longo Borghini. "In questo momento ci aiutiamo a vicenda, uniamo le forze e restiamo uniti.

I valori emergeranno naturalmente: le più forti faranno la corsa e le altre daranno una mano. Saranno i risultati a decidere, non ci si può nascondere su salite come il Mont Ventoux."

Il rammarico per il problema meccanico nella cronometro

Oltre alle dinamiche di squadra, la piemontese ha tracciato un bilancio della frazione a cronometro disputata ieri, chiusa al decimo posto con un ritardo di 1'03" dalla vincitrice Marlen Reusser. Una prestazione solida ma condizionata da un episodio sfortunato nel finale.

"A due chilometri dal traguardo ho avuto un salto di catena e ho dovuto cambiare la bici. Stavo disputando un'ottima prova e purtroppo ho perso tempo prezioso," ha spiegato Elisa. "Lì per lì ero molto delusa perché la top 5 era ampiamente alla mia portata. Alla fine ho pagato un minuto, ma va bene così: fa parte delle corse e bisogna guardare avanti."