Il mercato dei trasferimenti nella Major League Baseball ha subito un cambiamento significativo con l’eliminazione della cosiddetta waiver deadline. Fino a pochi anni fa, le squadre avevano due opportunità distinte per concludere scambi: la prima, fissata tradizionalmente al 31 luglio, consentiva trattative senza l’uso delle waivers; la seconda, al 31 agosto, permetteva invece di effettuare scambi solo dopo che i giocatori erano passati attraverso il sistema delle revocable waivers.
Questo sistema prevedeva che, dopo la prima scadenza di luglio, le franchigie potessero mettere gran parte del proprio roster sulle revocable waivers.
Tale meccanismo consentiva a qualsiasi altra squadra di reclamare un giocatore. La natura revocabile permetteva a una squadra di ritirare un giocatore, spesso 'spammando' il sistema per tentare di far passare inosservati obiettivi di scambio. Se reclamato, la squadra originaria aveva tre opzioni: ritirarlo, cederlo o negoziare uno scambio, anche con altri giocatori o prospetti che avevano superato le waivers.
Un esempio celebre di questa pratica risale all’agosto 2017, quando gli Houston Astros riuscirono ad acquisire il lanciatore Justin Verlander pochi minuti prima dell'inizio di settembre. Questa mossa si rivelò cruciale per la conquista del loro primo titolo mondiale.
La svolta del 2019: una sola scadenza per gli scambi
Dal 2019, la Major League Baseball ha abolito la waiver trade deadline, lasciando in vigore una sola scadenza per i trasferimenti, fissata ora per l'inizio di agosto. Dopo questa data, le squadre possono ancora acquisire giocatori tramite free agency o waiver claim, ma non possono più concludere scambi diretti fino all’inizio della nuova stagione.
Il cambiamento è stato introdotto per semplificare il lavoro della lega, che in precedenza gestiva decine di transazioni legate alle waivers, spesso non pubblicizzate, da parte di squadre che cercavano di completare accordi. Questa nuova procedura ha reso il processo di mercato più trasparente e lineare.
Tuttavia, una deadline leggermente posticipata, ad esempio a metà agosto, potrebbe offrire alle squadre una maggiore chiarezza per le decisioni finali su acquisti o cessioni.
Il caso Angels e le implicazioni recenti
Un episodio recente che ha riportato l’attenzione sull’uso strategico delle waivers è stato quello dei Los Angeles Angels nel 2023. La squadra ha sfruttato il sistema delle waivers non per scambi, ma per liberarsi di diversi giocatori acquisiti in precedenza alla trade deadline.
L'obiettivo era alleggerire il monte ingaggi ed evitare di superare la soglia della luxury tax, una volta chiaro che i playoff erano fuori portata, nonostante gli sforzi con Shohei Ohtani. Questo caso ha evidenziato come, pur senza scambi post-deadline, le waivers restino uno strumento fondamentale per la gestione dei roster e il controllo dei salari.
Guardando al futuro, la trade deadline rimane un momento cruciale per la definizione delle ambizioni delle squadre e per le loro strategie a breve e lungo termine. Le prime anticipazioni sulla deadline del 2026 confermano che sarà ancora una volta un appuntamento centrale per le decisioni di mercato delle franchigie della MLB.