Marcell Jacobs è tornato a parlare con la stessa determinazione di cinque anni fa, quando, insieme a Gianmarco Tamberi, riscrisse la storia dell'atletica italiana a Tokyo. Oggi, durante un raduno allo stadio Casal del Marmo di Roma, il velocista olimpico ha ribadito: "Se sono tornato quello di cinque anni fa? Ho avuto degli alti e bassi, ma non me ne sono mai andato". Il campione guarda ora agli Europei di Birmingham con rinnovata fiducia e serenità.
Il trionfo di Tokyo e il cambiamento di vita
Era il primo agosto 2021 quando, a distanza di soli dieci minuti, l'Italia assisteva a un doppio storico trionfo olimpico: prima Gianmarco Tamberi conquistava l'oro nel salto in alto, poi Marcell Jacobs si imponeva nei 100 metri.
L'abbraccio tra i due azzurri, divenuto subito iconico, ha suggellato un momento indimenticabile. "Quel momento mi ha cambiato la vita, è stato incredibile", ha ricordato Jacobs, sottolineando l'importanza di quell'evento che ha segnato un punto di svolta nella sua carriera.
Un percorso tra successi e nuove sfide
Da quel giorno memorabile, la carriera di Jacobs ha visto un'alternanza di successi e nuove sfide. Ha conquistato un secondo oro europeo a Roma, ha intrapreso un'esperienza negli Stati Uniti sotto la guida di Rana Reider, ha raggiunto la finale di Parigi 2024, ma ha anche affrontato delusioni ai Mondiali, prima di fare ritorno in Italia e affidarsi nuovamente al tecnico Paolo Camossi.
Chi lo incontra oggi lo descrive come un atleta "sereno" e "in pace con se stesso", una condizione che si riflette nei suoi recenti risultati. Il velocista ha corso sotto i dieci secondi al Golden Gala, si è confermato a Parigi con un promettente 9"96 e ha registrato un 9"67 ventoso a Eisenstadt, segnali chiari di una forma in crescita.
Obiettivo Birmingham: la corsa verso l'Europa
"Ho sempre detto che l'europeo sarebbe stato l'obiettivo della stagione", ha dichiarato Jacobs, ricordando la sua vittoria a Roma due anni fa con il tempo di 10"02. Tuttavia, per primeggiare in Inghilterra, il campione sa che sarà necessario uno sforzo maggiore. "A livello europeo ci sono atleti cresciuti, altri sono gli stessi di due anni fa", ha spiegato, prevedendo che per la vittoria servirà un tempo "simile a quello di Monaco, intorno ai 9"90 o 9"95".
Jacobs ha anche evidenziato l'attuale scenario competitivo: "In questo momento non c'è un vero numero uno in Europa, ci sono io a 9"96, poi Glave e la gara in Austria era importante per arrivare davanti a lui".
Prospettive future: Mondiali e Los Angeles
Interrogato sulla distanza che lo separa dal campione del 2021, Jacobs ha risposto con fermezza: "Io non penso di essere molto più indietro di quell'anno. Poi è normale che facendo due stagioni con un altro allenatore e con lavoro diverso, in questo è un po' come reimpostare il sistema generale". Il suo sguardo è già proiettato verso il futuro, con un obiettivo ambizioso: "Tutto finalizzato per arrivare a Los Angeles". Ma prima, un passo alla volta: "Intanto l'anno prossimo ci sarà il mondiale che è l'unica cosa che mi manca, poi è chiaro che punterò ai Giochi.
È un percorso". Questo percorso riparte da Birmingham, dove il velocista azzurro correrà i 100 metri e la 4x100, partecipando alla spedizione italiana più numerosa di sempre. Gli Europei di Birmingham, in programma dal 10 al 16 agosto 2026, rappresentano una tappa fondamentale per testare la sua condizione e confermare i progressi raggiunti con il tecnico Paolo Camossi.