L'undici settembre 2026, a Budapest, Larissa Iapichino ha conquistato la vittoria nel salto in lungo alla prima edizione dell'Ultimate Championship, la nuova manifestazione internazionale che riunisce i migliori atleti. L'azzurra si è imposta con 6,90 metri, ottenuti al primo tentativo, regalando all'Italia il suo primo successo nella competizione.
La gara si è decisa fin dall'avvio, con Iapichino che ha piazzato un salto insuperabile. Al secondo posto si è classificata la britannica Jazmin Sawyers con 6,78 metri, mentre il terzo posto è andato alla statunitense Alyssa Jones, che ha raggiunto i 6,77 metri.
Il margine è stato ridotto, ma sufficiente a confermare il primato dell'atleta fiorentina in una finale di alto livello.
Vittoria al Primo Salto Decisivo
Il copione ha richiamato quanto accaduto agli Europei di Birmingham, dove Iapichino aveva trovato la misura decisiva al primo salto. Il confronto con Sawyers ha replicato l'ordine d'arrivo della rassegna continentale. A Budapest, il risultato ha assunto un valore ulteriore, essendo arrivato nel giorno inaugurale di una manifestazione appena nata e già presentata come appuntamento di riferimento per l'atletica internazionale.
Il successo di Iapichino è stato il primo per l'Italia nell'Ultimate Championship. Al termine della prova, l'azzurra è scoppiata in lacrime, rivelando alle avversarie di aver subito in mattinata un grave lutto familiare, con la perdita della nonna.
Un momento privato e doloroso, emerso dopo la gara, che ha accompagnato una vittoria sportiva ottenuta in condizioni emotive difficili.
Contesto Tecnico della Finale
Alla vigilia, il salto in lungo femminile era indicato come una delle gare più aperte del programma. L'assenza di Tara Davis-Woodhall aveva lasciato maggiore spazio alle contendenti, con Iapichino tra le principali candidate dopo il titolo europeo a Birmingham, il record italiano di 7,12 metri a Eugene e il secondo posto nella fin