Una campagna per la disdetta, per non pagare più la tassa di possesso del televisore più comunemente conosciuta come canone Rai. A lanciarla in data odierna, lunedì 11 novembre del 2013, è stata l'Aduc con un comunicato ufficiale nel sottolineare come oramai in molte case, grazie all'Internet a banda larga, sia possibile vedere i programmi televisivi con il PC senza dover pagare il tributo alla televisione di Stato e, quindi, senza il possesso di uno o più televisori atti alla ricezione tra le mura domestiche.



L'Associazione, che mette gratuitamente a disposizione online sul proprio sito Internet il modulo per la disdetta del canone Rai entro il 31 dicembre del 2013, si batte da tempo per l'abolizione di una tassa che non solo è anacronistica, ma che è anche giudicata tale da generare sul mercato televisivo degli effetti distorsivi.





In altre parole la Rai dovrebbe essere privatizzata e stare sul mercato alle stesse condizioni delle altre emittenti, senza alcun finanziamento pubblico e senza peraltro il controllo da parte del Governo italiano. Secondo l'Associazione Aduc la privatizzazione della Rai permetterebbe di dire finalmente addio agli sprechi ed ai compensi d'oro fino ad oggi coperti dai cittadini attraverso il pagamento dell'abbonamento Rai.

Peraltro sul canone Rai attualmente in Italia esiste un sistema di riscossione che secondo l'Aduc non è solo costoso ed inefficace, ma anche ingiusto in quanto non si basa a livello fiscale e tributario sul principio della progressività.