In questi giorni nelle case di molti contribuenti italiani sta arrivando la cartella di pagamento dell'ultima rata, a saldo, della Tares 2013. Trattasi della vecchia tassa sui rifiuti, la Tarsu, con la differenza che è più cara ma anche indecifrabile visto che le maggiorazioni introdotte sull'ultima rata non riguardano potenzialmente solo lo Stato, con 0,30 euro al metro quadro, ma anche i Comuni e le Province.
A farlo presente è l'Aduc nel sottolineare come si stia facendo tutto, in materia di fisco, tranne che abbassare le tasse e semplificare la vita ai cittadini.
Vincenzo Donvito dell'Aduc mette infatti in evidenza come ogni singolo Comune abbia la libertà di portare la quota da versare allo Stato da 0,30 euro al metro quadrato fino a 0,60 euro al metro quadrato.
E con il vantaggio di trattenere la differenza che va a finire direttamente nelle casse del Comune che può sfruttare il doppio rincaro se nel frattempo ha anche aumentato la Tares 2013 vera e propria per coprire i costi del servizio di raccolta dei rifiuti.
Ma non finisce qui in quanto, fa altresì presente l'Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, sull'importo della Tares c'è anche una quota provinciale che va da un minimo dell'1% ad un massimo del 5%. E non mancano Province, per esempio quella di Firenze, che dall'1% guarda caso sono passate al 4,5% contribuendo a quello che per la Tares 2013, a carico dei cittadini, è in tutto e per tutto un pesante salasso peraltro a ridosso delle festività natalizie.